Le tipologie di manutenzione possono portare valore aggiunto se scelte nella maniera corretta. Ecco quali sono e quali vantaggi portano.


Le tipologie di manutenzione sono strategie implementate dalle aziende per ridurre i tempi di diagnosi, favorire la Business Continuity e pianificare gli interventi in maniera vantaggiosa.
Sono indispensabili per massimizzare la produttività e l’efficienza e se ben strutturate sono determinanti per il successo di un business.

Una buona manutenzione, intesa non solo come un semplice insieme di azioni tecniche correttive ma come piano per l’ottimizzazione generale di un’impresa, rappresenta infatti un vero valore aggiunto che consente di offrire un servizio completo e di qualità.

Perché una strategia di manutenzione funzioni al meglio, però, è necessario tenere conto del contesto in cui va inserita, scegliendo le caratteristiche che più si adattano alle esigenze e alle dinamiche dell’azienda.
Vediamo quindi quali sono le tipologie di manutenzione oggi esistenti e quali sono i vantaggi e gli aspetti che le contraddistinguono.

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  1. I tipi di manutenzione
  2. Manutenzione predittiva
  3. Manutenzione autonoma
  4. Manutenzione preventiva
  5. Manutenzione a guasto o correttiva
  6. Manutenzione migliorativa
  7. Manutenzione ordinaria e straordinaria
  8. Come scegliere la giusta tipologia

I tipi di manutenzione

Le tipologie di manutenzione che si possono adottare in azienda sono molteplici, ognuna con un differente approccio nella gestione dei guasti e del monitoraggio dei diversi asset esistenti (impianti, macchinari, attrezzature).
Scegliere quella giusta è importante, perché deve sapersi inserire in maniera efficiente in un contesto di smart factory, dove ogni elemento gioca un ruolo chiave per il raggiungimento degli obiettivi finali. E deve saper valorizzare gli asset aziendali lungo tutto il loro ciclo di vita e nel rispetto di tutto le norme tecniche esistenti.

Analizziamole insieme.

Manutenzione predittiva

La manutenzione predittiva è un insieme di tecniche e strategie utili per garantire il perfetto funzionamento dell’infrastruttura di un’azienda, monitorando macchinari industriali, computer, attrezzature e ogni altro tipo di risorsa.
L’obiettivo è far sì che le prestazioni di ogni ingranaggio dell’ecosistema siano sempre ottimali, contribuendo a raggiungere gli obiettivi del business con facilità ed efficacia.

Si basa sull’uso di tool e strumenti capaci di individuare guasti e anomalie in anticipo, consentendo di correre ai ripari con tempestività per evitare interruzioni di operatività che causerebbero ingenti danni all’impresa. La manutenzione predittiva ha avuto un forte sviluppo con il processo di digitalizzazione nelle aziende, che nell’industria ha portato alla diffusione di nuove tecnologie basate s IoT e intelligenza artificiale per la raccolta e l’analisi dei dati in tempo reale. 

Manutenzione autonoma

La manutenzione autonoma, o automanutenzione, è l’insieme delle azioni necessarie per valutare il funzionamento di una unità, identificando le cause di usura e pianificando gli accorgimenti utili a prolungare il funzionamento dell’unità stessa.
Gli operatori monitorano costantemente le attrezzature eseguendo al bisogno manutenzioni minori e gli obiettivi sono prevenire il deterioramento dei macchinari e mantenerli il più possibile al loro stato originario attraverso una gestione appropriata.

È quindi fondamentale che i professionisti incaricati abbiano ottime competenze e conoscano a fondo le attrezzature.

Per rendere più efficienti gli impianti di una azienda è possibile strutturare un sistema di manutenzione basato sui pilastri del TPM (Total Productive Maintenance), dei quali un pilastro è proprio la manutenzione autonoma. Altri elementi fondanti del TPM sono la manutenzione pianificata, il miglioramento specifico e il miglioramento per la qualità.

Manutenzione preventiva

La manutenzione preventiva si basa su delle ispezioni ai macchinari regolari e con scadenze prefissate.
Si può quindi considerare come un piano di manutenzione programmata che segue un calendario per gestire e coordinare gli interventi.
Si serve di tecnologie complesse e ha l’obiettivo di accertarsi periodicamente dello stato dell’infrastruttura riparando i danni riscontrati.

Manutenzione a guasto o correttiva

La manutenzione a guasto, chiamata anche correttiva o incidentale, prevede che si intervenga per riparare un guasto, sostituire un componente o fare attività di revisione solo quando il danno si è già verificato.

Comprende tutte le azioni necessarie a ripristinare le funzioni originarie del sistema e ha lo scopo di rimuovere ogni problema che impedisca il funzionamento o la riduzione delle prestazioni occupandosi delle usure.
Gli interventi non mirano ad apportare miglioramenti tecnici.

Manutenzione migliorativa

La manutenzione migliorativa o proattiva ha l’obiettivo di mantenere le prestazioni delle attrezzature apportando miglioramenti tecnici a un intero impianto o a singole unità.
In questo modo se ne può accrescere il valore e far sì che le macchine raggiungano i limiti massimi di disponibilità programmati durante la fase di progetto, vincendo le usure e i segni del tempo.

Questa strategia manutentiva, quindi, non deriva da guasti o malfunzionamenti, ma risponde a esigenze di miglioramento. Obiettivo, quello si aumentare il valore del sistema e a migliorarne le prestazioni e l’efficacia/efficienza.

Manutenzione ordinaria e straordinaria

La manutenzione ordinaria è l’insieme degli interventi che riguardano opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.
L’obiettivo è quindi intervenire su un guasto o garantire il ciclo di vita utile di un asset.

La manutenzione straordinaria, invece, è l’insieme delle opere e delle modifiche necessarie per rinnovare e sostituire componenti anche strutturali, oltre che a realizzare e integrare i servizi tecnologici aggiuntivi.
Si occupa quindi di prevenzione e miglioramento.

Come scegliere la giusta tipologia

Le tipologie di manutenzione esistenti sono numerose ed è difficile orientarsi per capire qual è la strategia più adatta per la propria azienda.
Ci sono però alcuni consigli che è utile seguire per scegliere l’opzione più idonea alle proprie esigenze.

La manutenzione incidentale, per esempio, è la più indicata se si ha a che fare con attrezzature e componenti poco costosi e facili da sostituire, il cui malfunzionamento non causa gravi danni agli altri macchinari o all’infrastruttura.
La manutenzione preventiva, invece, è da preferire se si lavora con macchinari importanti che ricoprono un ruolo cruciale all’interno del processo produttivo.

Con questo tipo di approccio, però, bisogna eseguire un’accurata pianificazione e non è adatta a chi non può contare su professionisti esperti che conoscono a fondo gli impianti e sanno delineare un efficace piano di intervento con le giuste tempistiche e valutazioni.

Infine, la manutenzione predittiva è un’ottima soluzione quando sono coinvolti macchinari d’automazione con cui condividere dati, progettati per durare nel tempo e che necessitano di essere migliorati costantemente in risposta alle nuove esigenze produttive in ottica industria 4.0.

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