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	<title>Semiconduttori Archives - Tecno4industry</title>
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	<description>Trend, soluzioni e tecnologie per l’industria smart</description>
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	<title>Semiconduttori Archives - Tecno4industry</title>
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	<item>
		<title>Guerra, globalizzazione e clima: qualcosa deve cambiare</title>
		<link>https://tecno4industry.it/globalizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irma Garioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 05:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondo Terra con mani colorate intorno" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><em>Autore: Georg Steinberger, CEO di FBDi (Associazione tedesca dei fornitori di componenti di Elettronica)</em></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><em>"La libertà è più importante del libero scambio"</em>. La citazione è del segretario generale della NATO, <strong>Jens Stoltenberg</strong>, e recita per intero: "<em>La libertà è più importante del libero scambio. Proteggere i nostri valori è più importante del profitto"</em>. A fine maggio, al <strong>World Economic Forum</strong> di Davos, dominato dalla guerra russa contro l'Ucraina, il norvegese ha con queste parole messo il dito nella piaga più grande dell'economia globale, che da tempo si sottrae ai problemi dell'umanità per il quale non è innocente: negare e aggravare il cambiamento climatico per decenni e non prendere una posizione chiara anche di fronte a un attacco a uno stato libero. Questa è l'élite economica del 21° secolo che propaga la crescita eterna.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Quello che sta emergendo fa però sperare che le regole del gioco verranno riscritte, almeno per quanto riguarda le autocrazie. I prossimi anni mostreranno se l'ipocrita <em>"cambiamento attraverso il commercio"</em> sarà effettivamente sostituito da un (più) onesto <em>"commerciare solo con il cambiamento".</em> In ogni caso, la guerra russa mette sul tavolo tutto ciò che sarà importante per la nostra sopravvivenza comune negli anni a venire.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Il disaccoppiamento causato dalla globalizzazione</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La turbolenta <strong>globalizzazione </strong>che va avanti da 30 anni non solo ha aggravato il sovrasfruttamento del pianeta e delle sue limitate risorse cambiando drasticamente il clima, ma ha anche favorito le ingiustizie. C'è un disaccoppiamento quasi perverso delle élite dalle masse, che era già stata formulata da <strong>Johan Galtung</strong>, il creatore norvegese della ricerca sulla pace e sui conflitti, nel 1971. <br />Nel 2022 abbiamo raggiunto un punto in cui noi come umanità abbiamo, da un lato, effettivamente bisogno di più globalizzazione e cooperazione per risolvere i problemi che ci siamo causati, ma dall'altro mettiamo in discussione la globalizzazione esistente perché nazionalismo, autocrazia e comportamenti di dominio stanno virtualmente forzando una nuova formazione di blocchi come nei tempi peggiori della guerra fredda (quale sarebbe l’alternativa?).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Negli Stati Uniti e nell'Unione Europea cinicamente autocratica, i piani per <strong>l'indipendenza strategica</strong> vengono portati avanti in vari campi, che si tratti di <strong>energia </strong>o <strong>high-tech</strong>, e gli oppositori sono - se si può ancora chiamarli così - "concorrenti di sistema" come Russia e Cina. Il disaccoppiamento di catene di approvvigionamento complesse ed estese non solo non è banale, ma sarà anche estremamente costoso, poiché probabilmente creerà enormi ridondanze. E non sarà nemmeno del tutto fattibile, perché la produzione ha bisogno di materie prime e queste non sempre sono disponibili presso gli “amici”. Il modo più "semplice" è probabilmente quello di trattenere la proprietà intellettuale, specialmente in tecnologie chiave come la microelettronica. Qui l'obiettivo è fermare le macchine da guerra dei regimi che le stanno dietro o assicurarsi il proprio dominio sul mercato.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Questo disaccoppiamento e riregionalizzazione, se avviene, colpisce l'intera economia globale. Tuttavia, non risponde alle grandi domande dei prossimi 20 anni - sfruttamento delle risorse, cambiamenti climatici, rifiuti di plastica, carenza - ma serve solo a mettere in sicurezza il sistema o a salvaguardare i valori liberali. (Questo suona molto cinico ed è inteso in questo modo, anche se in fondo credo che questi esistano e che solo l'Occidente abbia un interesse per loro).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Le conseguenze a breve termine della guerra in corso e la sottostante lotta sistemica <em>"autocrazia contro democrazia"</em> si possono già leggere sui giornali ogni giorno: inflazione, costo dell'energia, carenza di cibo, catene di approvvigionamento interrotte, recessione/stagnazione. Ci saranno anche alcuni effetti a lungo termine, come la lotta per le materie prime chiave, i cambiamenti climatici e le ondate di rifugiati, il protezionismo, i nazionalismi, l'estremismo, ecc. Sembra decisamente assurdo: gli attuali sviluppi stanno spingendo nella direzione sbagliata in questo modo che rispondere alle grandi domande di cui sopra diventerà più difficile e mancheremo gloriosamente ogni anno importanti punti di svolta.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Sostenibilità ed economia circolare: l'unica via per lo sviluppo</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Pertanto, anche senza la guerra russa e il conflitto commerciale o di sistema USA-Cina, un <em>"business as usual" </em>non sarebbe andato bene ancora per molto. La terra è un pianeta e quindi un sistema chiuso, di conseguenza non può esserci una crescita eterna con un consumo esuberante di tutte le risorse (sprecando l'opportunità delle prossime 1000 generazioni), anche se a Davos non piace sentirlo dire.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Oggi, poco meno di<strong> 8 miliardi di persone consumano l'equivalente di 1,7 Terre all'anno</strong> (l'Earth Overshoot Day era il 28 luglio, quando ho scritto questo) - il peggiore dei quali è il G7. Ciò include tutte le materie prime, anche quelle che Dennis Meadows (The Limits to Growth) prevedeva nel 1972 sarebbero state sfruttate entro la fine del 21° secolo, in un modo o nell'altro (o troppo rare o troppo costose da estrarre). E nonostante tutti i progressi che la nostra amata industria high-tech ha generato negli ultimi decenni, e le incredibili scoperte - microelettronica, intelligenza artificiale, realtà virtuale - ha contribuito in modo massiccio ad esacerbare il cambiamento climatico e l'esaurimento.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Al più tardi entro il 2050, se 10 miliardi di persone vogliono preservare il loro "unico" habitat (tranne il signor Musk che è andato su Marte) e vivere dignitosamente, l'obiettivo di ogni innovazione deve essere: <strong>meno materiale, meno energia, piena economia circolare</strong>: perché abbiamo "solo un pianeta". In caso contrario, qualsiasi innovazione, qualsiasi sviluppo sarà irrilevante.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">L'ostacolo più grande sulla strada <strong>siamo noi stessi</strong>, ognuno di noi, ma anche il sistema di consumo insensato e la disponibilità istantanea che abbiamo creato a qualsiasi domanda. Quale livello di complessità e arroganza possiamo ancora permetterci? <em>"La libertà è più importante del profitto" </em>non è solo un appello a opporsi agli autocrati, ma anche un appello all'Occidente a smettere di calpestare i propri valori. La distruzione dei nostri mezzi di sussistenza non è migliore perché è organizzata democraticamente.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it/globalizzazione/">Guerra, globalizzazione e clima: qualcosa deve cambiare</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it">Tecno4industry</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondo Terra con mani colorate intorno" decoding="async" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class=""><em>Autore: Georg Steinberger, CEO di FBDi (Associazione tedesca dei fornitori di componenti di Elettronica)</em></p>
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<p class=""><em>"La libertà è più importante del libero scambio"</em>. La citazione è del segretario generale della NATO, <strong>Jens Stoltenberg</strong>, e recita per intero: "<em>La libertà è più importante del libero scambio. Proteggere i nostri valori è più importante del profitto"</em>. A fine maggio, al <strong>World Economic Forum</strong> di Davos, dominato dalla guerra russa contro l'Ucraina, il norvegese ha con queste parole messo il dito nella piaga più grande dell'economia globale, che da tempo si sottrae ai problemi dell'umanità per il quale non è innocente: negare e aggravare il cambiamento climatico per decenni e non prendere una posizione chiara anche di fronte a un attacco a uno stato libero. Questa è l'élite economica del 21° secolo che propaga la crescita eterna.</p>
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<p class="">Quello che sta emergendo fa però sperare che le regole del gioco verranno riscritte, almeno per quanto riguarda le autocrazie. I prossimi anni mostreranno se l'ipocrita <em>"cambiamento attraverso il commercio"</em> sarà effettivamente sostituito da un (più) onesto <em>"commerciare solo con il cambiamento".</em> In ogni caso, la guerra russa mette sul tavolo tutto ciò che sarà importante per la nostra sopravvivenza comune negli anni a venire.</p>
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<!-- wp:heading -->
<h2 class="">Il disaccoppiamento causato dalla globalizzazione</h2>
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<p class="">La turbolenta <strong>globalizzazione </strong>che va avanti da 30 anni non solo ha aggravato il sovrasfruttamento del pianeta e delle sue limitate risorse cambiando drasticamente il clima, ma ha anche favorito le ingiustizie. C'è un disaccoppiamento quasi perverso delle élite dalle masse, che era già stata formulata da <strong>Johan Galtung</strong>, il creatore norvegese della ricerca sulla pace e sui conflitti, nel 1971. <br>Nel 2022 abbiamo raggiunto un punto in cui noi come umanità abbiamo, da un lato, effettivamente bisogno di più globalizzazione e cooperazione per risolvere i problemi che ci siamo causati, ma dall'altro mettiamo in discussione la globalizzazione esistente perché nazionalismo, autocrazia e comportamenti di dominio stanno virtualmente forzando una nuova formazione di blocchi come nei tempi peggiori della guerra fredda (quale sarebbe l’alternativa?).</p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Negli Stati Uniti e nell'Unione Europea cinicamente autocratica, i piani per <strong>l'indipendenza strategica</strong> vengono portati avanti in vari campi, che si tratti di <strong>energia </strong>o <strong>high-tech</strong>, e gli oppositori sono - se si può ancora chiamarli così - "concorrenti di sistema" come Russia e Cina. Il disaccoppiamento di catene di approvvigionamento complesse ed estese non solo non è banale, ma sarà anche estremamente costoso, poiché probabilmente creerà enormi ridondanze. E non sarà nemmeno del tutto fattibile, perché la produzione ha bisogno di materie prime e queste non sempre sono disponibili presso gli “amici”. Il modo più "semplice" è probabilmente quello di trattenere la proprietà intellettuale, specialmente in tecnologie chiave come la microelettronica. Qui l'obiettivo è fermare le macchine da guerra dei regimi che le stanno dietro o assicurarsi il proprio dominio sul mercato.</p>
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<p class="">Questo disaccoppiamento e riregionalizzazione, se avviene, colpisce l'intera economia globale. Tuttavia, non risponde alle grandi domande dei prossimi 20 anni - sfruttamento delle risorse, cambiamenti climatici, rifiuti di plastica, carenza - ma serve solo a mettere in sicurezza il sistema o a salvaguardare i valori liberali. (Questo suona molto cinico ed è inteso in questo modo, anche se in fondo credo che questi esistano e che solo l'Occidente abbia un interesse per loro).</p>
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<p class="">Le conseguenze a breve termine della guerra in corso e la sottostante lotta sistemica <em>"autocrazia contro democrazia"</em> si possono già leggere sui giornali ogni giorno: inflazione, costo dell'energia, carenza di cibo, catene di approvvigionamento interrotte, recessione/stagnazione. Ci saranno anche alcuni effetti a lungo termine, come la lotta per le materie prime chiave, i cambiamenti climatici e le ondate di rifugiati, il protezionismo, i nazionalismi, l'estremismo, ecc. Sembra decisamente assurdo: gli attuali sviluppi stanno spingendo nella direzione sbagliata in questo modo che rispondere alle grandi domande di cui sopra diventerà più difficile e mancheremo gloriosamente ogni anno importanti punti di svolta.</p>
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<h2 class="">Sostenibilità ed economia circolare: l'unica via per lo sviluppo</h2>
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<p class="">Pertanto, anche senza la guerra russa e il conflitto commerciale o di sistema USA-Cina, un <em>"business as usual" </em>non sarebbe andato bene ancora per molto. La terra è un pianeta e quindi un sistema chiuso, di conseguenza non può esserci una crescita eterna con un consumo esuberante di tutte le risorse (sprecando l'opportunità delle prossime 1000 generazioni), anche se a Davos non piace sentirlo dire.</p>
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<p class="">Oggi, poco meno di<strong> 8 miliardi di persone consumano l'equivalente di 1,7 Terre all'anno</strong> (l'Earth Overshoot Day era il 28 luglio, quando ho scritto questo) - il peggiore dei quali è il G7. Ciò include tutte le materie prime, anche quelle che Dennis Meadows (The Limits to Growth) prevedeva nel 1972 sarebbero state sfruttate entro la fine del 21° secolo, in un modo o nell'altro (o troppo rare o troppo costose da estrarre). E nonostante tutti i progressi che la nostra amata industria high-tech ha generato negli ultimi decenni, e le incredibili scoperte - microelettronica, intelligenza artificiale, realtà virtuale - ha contribuito in modo massiccio ad esacerbare il cambiamento climatico e l'esaurimento.</p>
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<p class="">Al più tardi entro il 2050, se 10 miliardi di persone vogliono preservare il loro "unico" habitat (tranne il signor Musk che è andato su Marte) e vivere dignitosamente, l'obiettivo di ogni innovazione deve essere: <strong>meno materiale, meno energia, piena economia circolare</strong>: perché abbiamo "solo un pianeta". In caso contrario, qualsiasi innovazione, qualsiasi sviluppo sarà irrilevante.</p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p class="">L'ostacolo più grande sulla strada <strong>siamo noi stessi</strong>, ognuno di noi, ma anche il sistema di consumo insensato e la disponibilità istantanea che abbiamo creato a qualsiasi domanda. Quale livello di complessità e arroganza possiamo ancora permetterci? <em>"La libertà è più importante del profitto" </em>non è solo un appello a opporsi agli autocrati, ma anche un appello all'Occidente a smettere di calpestare i propri valori. La distruzione dei nostri mezzi di sussistenza non è migliore perché è organizzata democraticamente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>User Experience, qualità e magazzino. Il futuro secondo Distrelec</title>
		<link>https://tecno4industry.it/distrelec/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Baronchelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 10:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="distrelec user experience" decoding="async" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Distributore europeo specializzato nel settore dell'elettronica, dell'automazione e delle tecnologie di misurazione, <strong>Distrelec </strong>punta a offrire il massimo valore al mercato garantendo un'ampia gamma di brand di altissimo livello con una elevata disponibilità di magazzino. <br />L'azienda ha anche un proprio marchio, RND, che offrire ai clienti alta qualità a prezzi competitivi per i loro progetti essenziali. Mentre una logistica ben consolidata assicura consegne rapide e componenti per tutte le esigenze di budget e di applicazione</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Per conoscere meglio l’approccio al mercato dell’azienda di distribuzione elettronica, abbiamo fatto qualche domanda al suo Country Manager per l’Italia, <strong>Mauro Uberti Foppa</strong>.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:image {"align":"center","id":10284,"width":473,"height":511,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none"} --></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/Foto-Mauro-Uberti-Foppa-949x1024.jpg" alt="" class="wp-image-10284" width="473" height="511"/><figcaption><strong>Mauro Uberti Foppa</strong>, Country Manager per l’Italia di Distrelec</figcaption></figure>
</div>
<p><!-- /wp:image --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":4} --></p>
<h4 class=""><strong>Qual è la strategia che sta dietro al principio aziendale “Ritorno al futuro digitale”?</strong></h4>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">L'espressione <strong>"Ritorno al futuro digitale" </strong>è stata coniata dall’azienda per esprimere una priorità dell'organizzazione nell'investire sul potenziale e, di conseguenza, sul miglioramento dell'esperienza digitale dei clienti. Tale espressione rappresenta il grande investimento che è stato fatto a favore dei nostri team digitali, in particolare per quanto riguarda la gestione dei prodotti e le <strong>risorse di ingegneria UX e IT</strong>, per accelerare il programma di sviluppo verso un futuro digitale migliore per i nostri clienti.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">In questa prospettiva, il nostro e-commerce con i servizi digitali sarà talmente semplice, veloce e privo di disfunzioni che i clienti lo utilizzeranno volentieri, restando concentrati sulle loro attività principali.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":4} --></p>
<h4 class=""><strong>Shortage: come state affrontando le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime?</strong></h4>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Il problema di avere in magazzino i prodotti giusti e nella giusta quantità è, come per altre aziende, una sfida. I fornitori hanno tempi di consegna lunghi, in alcuni casi più di un anno!<br />Tuttavia, abbiamo cercato di anticipare in modo proattivo l'allocazione dei prodotti, <strong>investendo in scorte e collaborando con i nostri fornitori/brand principali</strong> per soddisfare al meglio la nostra clientela. Inoltre, abbiamo adattato la nostra <strong>catena di approvvigionamento</strong>, laddove era necessario, per poter disporre di scorte prioritarie, senza che ciò incidesse sui prezzi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Capire le richieste dei clienti è fondamentale nella situazione attuale, perché ci aiuta a investire nei prodotti giusti al momento giusto. Questa strategia sta funzionando e i dati lo dimostrano: abbiamo registrato un'incredibile crescita già nella prima metà del 2022.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":4} --></p>
<h4 class=""><strong>Cosa vi richiedono maggiormente i clienti in questo momento?</strong></h4>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">A causa dell'<a href="https://tecno4industry.it/shortage-chip-tempi-difficili-fino-al-2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">allocazione e dei tempi di consegna più lunghi</a>, la richiesta di scorte da parte dei nostri clienti è ai massimi livelli di sempre. Abbiamo livelli record di scorte nel nostro magazzino, ma quando non riusciamo a reperire le scorte, forniamo loro delle informazioni di consegna accuratissime.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Ciò comporta la necessità di sollecitare ogni giorno i nostri fornitori per avere in maniera estremamente precisa tutte le informazioni sulle consegne e sui tempi. Come conseguenza, i nostri clienti sono in grado di pianificare al meglio le loro attività per i mesi successivi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":4} --></p>
<h4 class=""><strong>Quali sono le tecnologie che impatteranno maggiormente il mercato e in quali ambiti applicativi vedete una maggiore crescita?</strong></h4>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Abbiamo registrato livelli di crescita elevati e costanti per quanto riguarda le nostre tecnologie principali, ma in particolare un forte aumento dell'automazione e delle varie sotto tecnologie che la supportano.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Riteniamo che questo settore abbia subito un'accelerazione a seguito della pandemia da Covid 19, durante la quale le fabbriche e i centri di distribuzione sono stati tenuti a garantire che le <a href="https://tecno4industry.it/business-continuity/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">situazioni di "fermo linea" fossero ridotte al minimo</a> assoluto. Le tecnologie dell’area in cui riscontriamo la maggiore crescita sono la <strong>comunicazione industriale</strong>, dove marchi come Moxa stanno prosperando, e <strong>l'alimentazione</strong>, dove abbiamo assistito a una crescita esponenziale dell'automazione a supporto degli alimentatori.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Naturalmente, stiamo assistendo anche a una crescita significativa delle vendite di componenti; è stata aggiunta una grande quantità di <strong>semiconduttori</strong> di marchi leader come ON Semiconductor, NXP, ST e Infineon.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":4} --></p>
<h4 class=""><strong>Quali sono le principali sfide e i principali ostacoli, a suo avviso, nel processo di green transition?</strong></h4>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Si tratta di una sfida difficile, ma che non possiamo ignorare. Per noi distributori, la grande sfida è il modo in cui spediamo i nostri prodotti, riuscendo a limitare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l'impronta di carbonio</a> quando effettuiamo così tante spedizioni al giorno.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Per i nostri clienti, invece, la sfida principale è legata al costo della progettazione di nuovi componenti/prodotti.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":4} --></p>
<h4 class=""><strong>Qual è la vostra proposta a supporto di questo processo? Cosa state facendo in questa direzione?</strong></h4>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Per quanto riguarda la logistica, stiamo utilizzando un nuovo servizio di corriere che, in teoria, limiterà la nostra incidenza sulle importazioni di magazzino. Ci stiamo anche assicurando di consolidare le spedizioni dei nostri fornitori, limitando la quantità di spedizioni che arrivano nei nostri centri di distribuzione. Stiamo lavorando duramente per assicurarci che le dimensioni delle nostre scatole siano adatte ai prodotti che spediamo, in modo da limitare gli sprechi. Nei nostri centri di distribuzione il lavoro non si ferma mai ed è volto a migliorare i processi per massimizzare il nostro rendimento energetico, con investimenti in macchinari moderni e più efficienti dal punto di vista energetico.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Per quanto riguarda le tecnologie che trattiamo, stiamo assistendo a un'enfasi sempre maggiore su quelle legate all’ecologia. Se prendiamo ad esempio l'energia, i principali marchi stanno ora producendo <strong>alimentatori certificati " ecologici",</strong> il che significa che i nostri clienti possono acquistare prodotti che possono essere il più efficienti possibile dal punto di vista energetico.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Stiamo inoltre aggiungendo continuamente prodotti che supportano applicazioni di efficienza energetica e stiamo preparando la nostra linea di prodotti per l'inevitabile boom della ricarica dei veicoli elettrici. Tutto ciò dimostra che il settore si sta orientando verso la massima ecocompatibilità.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":4} --></p>
<h4 class=""><strong>Quali sono gli obiettivi di Distrelec per il 2022 e il 2023?</strong></h4>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">In sintesi, vogliamo offrire la migliore esperienza ai clienti, sia online che offline: ciò va di pari passo con i nostri investimenti informatici per garantire loro la massima soddisfazione. Al centro di tutto ciò che facciamo ci sono sempre e solo i clienti: ed è per questo che puntiamo a fornire <strong>un'assistenza di alto livello</strong>, in modo da crescere insieme a loro.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Inoltre, vogliamo ampliare il nostro portfolio in linea con le loro esigenze, per continuare a essere il loro distributore di fiducia.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="distrelec user experience" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/distrelec-user-experience-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class="">Distributore europeo specializzato nel settore dell'elettronica, dell'automazione e delle tecnologie di misurazione, <strong>Distrelec </strong>punta a offrire il massimo valore al mercato garantendo un'ampia gamma di brand di altissimo livello con una elevata disponibilità di magazzino. <br>L'azienda ha anche un proprio marchio, RND, che offrire ai clienti alta qualità a prezzi competitivi per i loro progetti essenziali. Mentre una logistica ben consolidata assicura consegne rapide e componenti per tutte le esigenze di budget e di applicazione</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Per conoscere meglio l’approccio al mercato dell’azienda di distribuzione elettronica, abbiamo fatto qualche domanda al suo Country Manager per l’Italia, <strong>Mauro Uberti Foppa</strong>.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:image {"align":"center","id":10284,"width":473,"height":511,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none"} -->
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/Foto-Mauro-Uberti-Foppa-949x1024.jpg" alt="" class="wp-image-10284" width="473" height="511"/><figcaption><strong>Mauro Uberti Foppa</strong>, Country Manager per l’Italia di Distrelec</figcaption></figure></div>
<!-- /wp:image -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class=""><strong>Qual è la strategia che sta dietro al principio aziendale “Ritorno al futuro digitale”?</strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">L'espressione <strong>"Ritorno al futuro digitale" </strong>è stata coniata dall’azienda per esprimere una priorità dell'organizzazione nell'investire sul potenziale e, di conseguenza, sul miglioramento dell'esperienza digitale dei clienti. Tale espressione rappresenta il grande investimento che è stato fatto a favore dei nostri team digitali, in particolare per quanto riguarda la gestione dei prodotti e le <strong>risorse di ingegneria UX e IT</strong>, per accelerare il programma di sviluppo verso un futuro digitale migliore per i nostri clienti.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">In questa prospettiva, il nostro e-commerce con i servizi digitali sarà talmente semplice, veloce e privo di disfunzioni che i clienti lo utilizzeranno volentieri, restando concentrati sulle loro attività principali.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class=""><strong>Shortage: come state affrontando le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime?</strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Il problema di avere in magazzino i prodotti giusti e nella giusta quantità è, come per altre aziende, una sfida. I fornitori hanno tempi di consegna lunghi, in alcuni casi più di un anno!<br>Tuttavia, abbiamo cercato di anticipare in modo proattivo l'allocazione dei prodotti, <strong>investendo in scorte e collaborando con i nostri fornitori/brand principali</strong> per soddisfare al meglio la nostra clientela. Inoltre, abbiamo adattato la nostra <strong>catena di approvvigionamento</strong>, laddove era necessario, per poter disporre di scorte prioritarie, senza che ciò incidesse sui prezzi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Capire le richieste dei clienti è fondamentale nella situazione attuale, perché ci aiuta a investire nei prodotti giusti al momento giusto. Questa strategia sta funzionando e i dati lo dimostrano: abbiamo registrato un'incredibile crescita già nella prima metà del 2022.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class=""><strong>Cosa vi richiedono maggiormente i clienti in questo momento?</strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">A causa dell'<a href="https://tecno4industry.it/shortage-chip-tempi-difficili-fino-al-2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">allocazione e dei tempi di consegna più lunghi</a>, la richiesta di scorte da parte dei nostri clienti è ai massimi livelli di sempre. Abbiamo livelli record di scorte nel nostro magazzino, ma quando non riusciamo a reperire le scorte, forniamo loro delle informazioni di consegna accuratissime.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Ciò comporta la necessità di sollecitare ogni giorno i nostri fornitori per avere in maniera estremamente precisa tutte le informazioni sulle consegne e sui tempi. Come conseguenza, i nostri clienti sono in grado di pianificare al meglio le loro attività per i mesi successivi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class=""><strong>Quali sono le tecnologie che impatteranno maggiormente il mercato e in quali ambiti applicativi vedete una maggiore crescita?</strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Abbiamo registrato livelli di crescita elevati e costanti per quanto riguarda le nostre tecnologie principali, ma in particolare un forte aumento dell'automazione e delle varie sotto tecnologie che la supportano.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Riteniamo che questo settore abbia subito un'accelerazione a seguito della pandemia da Covid 19, durante la quale le fabbriche e i centri di distribuzione sono stati tenuti a garantire che le <a href="https://tecno4industry.it/business-continuity/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">situazioni di "fermo linea" fossero ridotte al minimo</a> assoluto. Le tecnologie dell’area in cui riscontriamo la maggiore crescita sono la <strong>comunicazione industriale</strong>, dove marchi come Moxa stanno prosperando, e <strong>l'alimentazione</strong>, dove abbiamo assistito a una crescita esponenziale dell'automazione a supporto degli alimentatori.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Naturalmente, stiamo assistendo anche a una crescita significativa delle vendite di componenti; è stata aggiunta una grande quantità di <strong>semiconduttori</strong> di marchi leader come ON Semiconductor, NXP, ST e Infineon.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class=""><strong>Quali sono le principali sfide e i principali ostacoli, a suo avviso, nel processo di green transition?</strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Si tratta di una sfida difficile, ma che non possiamo ignorare. Per noi distributori, la grande sfida è il modo in cui spediamo i nostri prodotti, riuscendo a limitare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_footprint" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l'impronta di carbonio</a> quando effettuiamo così tante spedizioni al giorno.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Per i nostri clienti, invece, la sfida principale è legata al costo della progettazione di nuovi componenti/prodotti.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class=""><strong>Qual è la vostra proposta a supporto di questo processo? Cosa state facendo in questa direzione?</strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Per quanto riguarda la logistica, stiamo utilizzando un nuovo servizio di corriere che, in teoria, limiterà la nostra incidenza sulle importazioni di magazzino. Ci stiamo anche assicurando di consolidare le spedizioni dei nostri fornitori, limitando la quantità di spedizioni che arrivano nei nostri centri di distribuzione. Stiamo lavorando duramente per assicurarci che le dimensioni delle nostre scatole siano adatte ai prodotti che spediamo, in modo da limitare gli sprechi. Nei nostri centri di distribuzione il lavoro non si ferma mai ed è volto a migliorare i processi per massimizzare il nostro rendimento energetico, con investimenti in macchinari moderni e più efficienti dal punto di vista energetico.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Per quanto riguarda le tecnologie che trattiamo, stiamo assistendo a un'enfasi sempre maggiore su quelle legate all’ecologia. Se prendiamo ad esempio l'energia, i principali marchi stanno ora producendo <strong>alimentatori certificati " ecologici",</strong> il che significa che i nostri clienti possono acquistare prodotti che possono essere il più efficienti possibile dal punto di vista energetico.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Stiamo inoltre aggiungendo continuamente prodotti che supportano applicazioni di efficienza energetica e stiamo preparando la nostra linea di prodotti per l'inevitabile boom della ricarica dei veicoli elettrici. Tutto ciò dimostra che il settore si sta orientando verso la massima ecocompatibilità.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class=""><strong>Quali sono gli obiettivi di Distrelec per il 2022 e il 2023?</strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">In sintesi, vogliamo offrire la migliore esperienza ai clienti, sia online che offline: ciò va di pari passo con i nostri investimenti informatici per garantire loro la massima soddisfazione. Al centro di tutto ciò che facciamo ci sono sempre e solo i clienti: ed è per questo che puntiamo a fornire <strong>un'assistenza di alto livello</strong>, in modo da crescere insieme a loro.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Inoltre, vogliamo ampliare il nostro portfolio in linea con le loro esigenze, per continuare a essere il loro distributore di fiducia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Shortage dei chip: tempi difficili fino al 2024</title>
		<link>https://tecno4industry.it/shortage-chip-tempi-difficili-fino-al-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Baronchelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 10:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecno4industry.it/?p=10248</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Shortage di chip, crisi energetica, inflazione e situazione trasporti impattano la supply chain rallentando le produzioni e le consegne al mercato finale.<br />Il 2022 è iniziato come un anno difficile per alcune filiere produttive, prima tra tutti quello dell’automotive, e potrebbe proseguire nell’incertezza e nello stress.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Secondo alcuni esperti, tra cui il CEO di <strong>Intel</strong>, lo shortage dei chip proseguirà per tutto l’anno prossimo, fino al 2024. La mancanza di semiconduttori sta creando seri problemi al settore dei Pcb e dei macchinari che producono circuiti integrati. Un dato che aggrava la situazione, in cui risulta difficile far fronte a una domanda sempre più elevata di elettronica.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Shortage dei chip e tempi di consegna</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Chi oggi acquista una automobile o un elettrodomestico deve aspettare almeno sei-otto mesi per poterla avere. I tempi di consegna sono raddoppiati o triplicati con punte che per alcuni prodotti possono davvero definirsi eccezionali.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Ma non è soltanto una questione di elettronica. Anche sul versante delle <strong>materie prime e dei semi-lavorati</strong> la situazione è molto difficile. Materiali come piombo, rame o alluminio sono introvabili e con prezzi alle stelle. Questo ha determinato, come conseguenza, una sorta di gerarchizzazione delle forniture. Vengono privilegiati i business che portano i volumi (e i fatturati) maggiori o che sono essenziali, a discapito degli altri.<br />Allo stesso tempo, <strong>l’aumento dei costi dell’energia</strong> sta determinando problemi su impianti industriali e imprese energivore che in alcuni casi si sono visti obbligati a ridimensionare le produzioni o le attività.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">E non è tutto. <strong>Logistica e trasporto</strong> stanno attraversando un periodo fatto di blocchi, incertezze, aumenti di costi e mancanza di container con un impatto fortissimo sulla catena di approvvigionamento a livello globale. Quello che succede nei porti di Shangai o nel Far East si ripercuote in tutto il mondo, creando disordine, fermi sulle navi, allungamento dei tempi di trasporto. Senza dimenticare che alla situazione di porti e trasporto navale si è aggiunto il recente caos aereo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":3} --></p>
<h3 class="">L’impatto sul settore Automotive</h3>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Il comparto <strong>Automotive </strong>è sicuramente uno dei più colpiti dalla situazione globale innescata dalla carenza dei chip.<br />Pochi giorni fa, <em>Bloomberg</em> segnalava che negli Stati Uniti le vendite di automobili sono previste al ribasso per il secondo trimestre, con un 20% in meno rispetto all’anno scorso. Alcune case automobilistiche, come <strong>General Motors </strong>e <strong>Toyota</strong>, prevedono un calo drastico di vendite e fatturato nel secondo trimestre. E non sono eccezioni i casi di fabbriche che hanno dovuto temporaneamente chiudere.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La situazione non è molto meglio in Europa e in Italia. Gli impianti di <strong>FCA-Stellantis</strong> hanno registrato un calo del&nbsp;13,7%&nbsp;nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Come mai il settore delle auto è così tanto penalizzato?<br />In un recente articolo apparso su <em>Il Sole 24 Ore</em>, si sottolinea come il boom della domanda di chip abbia determinato una gerarchia delle forniture, ponendo al primo posto alcuni mercati, primo tra tutti quello degli smartphone e dei computer che rappresentano l’80% del mercato totale. Stando ai dati forniti da <strong>Tsmc</strong>, azienda taiwanese specializzata nella produzione di microprocessori, il mercato dei chip per gli smartphone vale addirittura undici volte quello dell’automotive.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La poca capacità contrattuale del settore e la cancellazione di molti ordini nel periodo di pandemia e lockdown ha portato l’Automotive in coda a priorità di ordini e consegne. Ad aggravare questo aspetto, il fatto che le produzioni siano concentrate per lo più in Asia (tra Taiwan e Cina).<br />Oggi, il tempo medio per la consegna di un’auto nuova è di 41 settimane, mentre il prezzo è cresciuto del 12,6% rispetto a un anno fa (dati&nbsp;Cox Automotive/<a href="https://www.moodysanalytics.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moody's Analytics</a>).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">La risposta: reshoring e flessibilità della supply chain</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Per far fronte alla situazione, l’Europa sta spingendo su incentivi e nuove norme. Il <a href="https://tecno4industry.it/chip-act/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chip Act</a> va infatti in questa direzione promuovendo nuovi investimenti in fabbriche e ampliamento di capacità produttive domestiche. Lo stesso stanno facendo gli Stati Uniti con il <a href="https://www.semiconductors.org/chips/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chips and Fabs Act</a>. Si punta su una produzione locale e su una maggiore capacità di fare innovazione.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Allo stesso tempo, cosa possono fare le imprese?</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">“In uno scenario di scarsità di risorse e di domanda molto elevata, è fondamentale ripensare i rapporti con le terze parti lungo la catena di fornitura per acquisire e consolidare flessibilità e, allo stesso tempo, valutare potenziali opzioni di ampliamento attraverso joint business planning con i fornitori oppure azioni di reshoring e rientro delle attività produttive”, dichiarano gli analisti di EY – Ernst &amp; Young.<br /><strong>Reshoring </strong>e <strong>maggiore flessibilità e resilienza lungo la supply chain</strong> sono infatti le carte vincenti per competere in un mercato sempre più complesso e in continuo mutamento.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it/shortage-chip-tempi-difficili-fino-al-2024/">Shortage dei chip: tempi difficili fino al 2024</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it">Tecno4industry</a>.</p>
]]></description>
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<p class="">Shortage di chip, crisi energetica, inflazione e situazione trasporti impattano la supply chain rallentando le produzioni e le consegne al mercato finale.<br>Il 2022 è iniziato come un anno difficile per alcune filiere produttive, prima tra tutti quello dell’automotive, e potrebbe proseguire nell’incertezza e nello stress.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Secondo alcuni esperti, tra cui il CEO di <strong>Intel</strong>, lo shortage dei chip proseguirà per tutto l’anno prossimo, fino al 2024. La mancanza di semiconduttori sta creando seri problemi al settore dei Pcb e dei macchinari che producono circuiti integrati. Un dato che aggrava la situazione, in cui risulta difficile far fronte a una domanda sempre più elevata di elettronica.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">Shortage dei chip e tempi di consegna</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Chi oggi acquista una automobile o un elettrodomestico deve aspettare almeno sei-otto mesi per poterla avere. I tempi di consegna sono raddoppiati o triplicati con punte che per alcuni prodotti possono davvero definirsi eccezionali.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Ma non è soltanto una questione di elettronica. Anche sul versante delle <strong>materie prime e dei semi-lavorati</strong> la situazione è molto difficile. Materiali come piombo, rame o alluminio sono introvabili e con prezzi alle stelle. Questo ha determinato, come conseguenza, una sorta di gerarchizzazione delle forniture. Vengono privilegiati i business che portano i volumi (e i fatturati) maggiori o che sono essenziali, a discapito degli altri.<br>Allo stesso tempo, <strong>l’aumento dei costi dell’energia</strong> sta determinando problemi su impianti industriali e imprese energivore che in alcuni casi si sono visti obbligati a ridimensionare le produzioni o le attività.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">E non è tutto. <strong>Logistica e trasporto</strong> stanno attraversando un periodo fatto di blocchi, incertezze, aumenti di costi e mancanza di container con un impatto fortissimo sulla catena di approvvigionamento a livello globale. Quello che succede nei porti di Shangai o nel Far East si ripercuote in tutto il mondo, creando disordine, fermi sulle navi, allungamento dei tempi di trasporto. Senza dimenticare che alla situazione di porti e trasporto navale si è aggiunto il recente caos aereo.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class="">L’impatto sul settore Automotive</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Il comparto <strong>Automotive </strong>è sicuramente uno dei più colpiti dalla situazione globale innescata dalla carenza dei chip.<br>Pochi giorni fa, <em>Bloomberg</em> segnalava che negli Stati Uniti le vendite di automobili sono previste al ribasso per il secondo trimestre, con un 20% in meno rispetto all’anno scorso. Alcune case automobilistiche, come <strong>General Motors </strong>e <strong>Toyota</strong>, prevedono un calo drastico di vendite e fatturato nel secondo trimestre. E non sono eccezioni i casi di fabbriche che hanno dovuto temporaneamente chiudere.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">La situazione non è molto meglio in Europa e in Italia. Gli impianti di <strong>FCA-Stellantis</strong> hanno registrato un calo del&nbsp;13,7%&nbsp;nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Come mai il settore delle auto è così tanto penalizzato?<br>In un recente articolo apparso su <em>Il Sole 24 Ore</em>, si sottolinea come il boom della domanda di chip abbia determinato una gerarchia delle forniture, ponendo al primo posto alcuni mercati, primo tra tutti quello degli smartphone e dei computer che rappresentano l’80% del mercato totale. Stando ai dati forniti da <strong>Tsmc</strong>, azienda taiwanese specializzata nella produzione di microprocessori, il mercato dei chip per gli smartphone vale addirittura undici volte quello dell’automotive.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">La poca capacità contrattuale del settore e la cancellazione di molti ordini nel periodo di pandemia e lockdown ha portato l’Automotive in coda a priorità di ordini e consegne. Ad aggravare questo aspetto, il fatto che le produzioni siano concentrate per lo più in Asia (tra Taiwan e Cina).<br>Oggi, il tempo medio per la consegna di un’auto nuova è di 41 settimane, mentre il prezzo è cresciuto del 12,6% rispetto a un anno fa (dati&nbsp;Cox Automotive/<a href="https://www.moodysanalytics.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moody's Analytics</a>).</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">La risposta: reshoring e flessibilità della supply chain</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Per far fronte alla situazione, l’Europa sta spingendo su incentivi e nuove norme. Il <a href="https://tecno4industry.it/chip-act/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chip Act</a> va infatti in questa direzione promuovendo nuovi investimenti in fabbriche e ampliamento di capacità produttive domestiche. Lo stesso stanno facendo gli Stati Uniti con il <a href="https://www.semiconductors.org/chips/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chips and Fabs Act</a>. Si punta su una produzione locale e su una maggiore capacità di fare innovazione.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Allo stesso tempo, cosa possono fare le imprese?</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">“In uno scenario di scarsità di risorse e di domanda molto elevata, è fondamentale ripensare i rapporti con le terze parti lungo la catena di fornitura per acquisire e consolidare flessibilità e, allo stesso tempo, valutare potenziali opzioni di ampliamento attraverso joint business planning con i fornitori oppure azioni di reshoring e rientro delle attività produttive”, dichiarano gli analisti di EY – Ernst &amp; Young.<br><strong>Reshoring </strong>e <strong>maggiore flessibilità e resilienza lungo la supply chain</strong> sono infatti le carte vincenti per competere in un mercato sempre più complesso e in continuo mutamento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto della Guerra nel mercato dell&#8217;elettronica</title>
		<link>https://tecno4industry.it/impatto-guerra-elettronica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 10:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecno4industry.it/?p=10171</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra ucraina mercato elettronica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica-.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--300x225.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--768x576.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--60x45.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--70x53.jpg 70w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><em>a cura di Georg Steinberger, Chairman FBDi e guru del mercato dell'elettronica</em></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">A Gennaio 2022, il mercato europeo dei semiconduttori mostrava un trend di crescita importante con previsioni di crescita a doppia cifra. Anche il livello di fiducia delle imprese era molto positivo e le previsioni dell’<a href="https://www.imf.org/en/Home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IMF (International Monetary Fund)</a> a livello finanziario annunciavano un anno di prosperità.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Questo prima che la Guerra tra Russia e Ucraina riportasse qualche nuvola sul panorama internazionale insieme a un senso di profonda incertezza e instabilità politica e sociale.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Ma guardiamo ai dati. Stando alle analisi di mercato riportate da <strong>Georg Steinberger</strong>, guru del mercato della componentistica elettronica e chairman dell’associazione elettronica tedesca <strong><a href="https://www.fbdi.de/fbdi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FBDi</a></strong>, e che fotografano il settore dei componenti elettronici, allo stato attuale si possono fare le seguenti constatazioni:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">- nel 2021 c’è stata una crescita del 25% in tutti i mercati applicativi a livello Europa.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:image {"align":"center","id":10174,"width":521,"height":379,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none","responsiveBlockControl":{"mobile":true,"tablet":true,"desktop":true,"wide":true}} --></p>
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/domanda-di-semiconduttori-a-livello-mondiale-mckinsey-1024x745.png" alt="" class="wp-image-10174" width="521" height="379"/><figcaption>Richiesta di Semiconduttori per settore applicativo (Fonte: McKinsey)</figcaption></figure>
<p><!-- /wp:image --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">- Oggi, i semiconduttori rappresentano il <strong>nuovo “petrolio”</strong>, dato che sono richiestissimi e necessari in ogni applicazione. Purtroppo, però, scarseggiano e i tempi di consegna <em>(lead time)</em> sono molto lunghi.<br />In ogni caso, il comparto dei chip raddoppierà i suoi valori fino ad arrivare a 1 trilione di dollari entro il 2030. Intanto, lo <strong>shortage dei chip</strong> andrà avanti causando non pochi problemi di approvvigionamenti e aumenti dei prezzi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">- I produttori di semiconduttori hanno già iniziato a investire in <strong>nuove capacità produttive</strong> (si pensi agli ultimi annunci di Intel), anche se non abbastanza in fretta per poter rispondere alle richieste globali in tempi brevi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:image {"align":"center","id":10173,"width":703,"height":447,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none","responsiveBlockControl":{"mobile":true,"tablet":true,"desktop":true,"wide":true}} --></p>
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/capacita-produttiva-semiconduttori-a-livello-mondiale-mckinsey-1024x651.png" alt="" class="wp-image-10173" width="703" height="447"/><figcaption>Semiconduttori - Capacità produttiva mondiale (Fonte: McKinsey)</figcaption></figure>
<p><!-- /wp:image --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">- In Europa, il <a href="https://tecno4industry.it/chip-act/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chip Act</a> punta a promuovere e supportare a una maggiore capacità produttiva di semiconduttori in Europa per arrivare ad avere una forma di indipendenza da Cina e Taiwan. Purtroppo, si sta spingendo su tipologie di prodotto molto avanzate che non sono così richieste nel mercato domestico europeo. Meglio sarebbe concentrarsi su alcuni prodotti come microprocessori, memorie e moduli SiC. In ogni caso, si tratta di una strategia che punta a riportare una produzione locale o regionale.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">L'impatto della Guerra</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">A fronte di un trend di crescita, in questo preciso momento ci sono alcuni fattori <em>disruptive</em> che stanno cambiando le carte in tavola: incertezza economica, situazione geopolitica e cambiamenti climatici. A questi si aggiungono altri fattori critici, quali la mancanza di una strategia e di una politica industriale che possa guidare l’Europa nei prossimi anni e la mancanza di forza lavoro in genere e di ingegneri nel particolare.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Nel frattempo, la guerra sta modificando gli assetti entro cui si muove il mercato della tecnologia.<br />Gli impatti del conflitto non riguardano solo l’incertezza politica e sociale, ma anche avranno come conseguenza anche una forte <strong>inflazione</strong>, la <strong>crescita dei prezzi</strong>, maggiori <strong>speculazioni </strong>e un focus dei Governi nelle <strong>spese legate alla difesa</strong> a discapito di altri settori, come la protezione ambientale e la lotta al cambiamento climatico.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">E chi pagherà i costi della guerra? In parte anche l’Europa. E in ogni caso le previsioni di crescita dovranno essere riviste al ribasso. <br />Alcuni economisti parlano addirittura di recessione guardando al 2023.<br />Eppure lL'associazione di riferimento del mercato dei semiconduttori, WSTS (Worldwide Semiconductor Market Trade Statistics), nel suo <a href="https://www.wsts.org/76/Recent-News-Release" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimo report di Giugno 2022</a> annuncia che il 2022 chiuderà a livello mondiale con una crescita a due cifre, pari al 16,3%. Nel 2023 si vedrà comunque una crescita, più contenuta, del 5,1%. <br />Dopo l'estate si capiranno meglio l'evoluzione delle cose e gli andamenti di prezzi e mercati.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra ucraina mercato elettronica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica-.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--300x225.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--768x576.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--60x45.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--70x53.jpg 70w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class=""><em>a cura di Georg Steinberger, Chairman FBDi e guru del mercato dell'elettronica</em></p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p class="">A Gennaio 2022, il mercato europeo dei semiconduttori mostrava un trend di crescita importante con previsioni di crescita a doppia cifra. Anche il livello di fiducia delle imprese era molto positivo e le previsioni dell’<a href="https://www.imf.org/en/Home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IMF (International Monetary Fund)</a> a livello finanziario annunciavano un anno di prosperità.</p>
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<p class="">Questo prima che la Guerra tra Russia e Ucraina riportasse qualche nuvola sul panorama internazionale insieme a un senso di profonda incertezza e instabilità politica e sociale.</p>
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<p class="">Ma guardiamo ai dati. Stando alle analisi di mercato riportate da <strong>Georg Steinberger</strong>, guru del mercato della componentistica elettronica e chairman dell’associazione elettronica tedesca <strong><a href="https://www.fbdi.de/fbdi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FBDi</a></strong>, e che fotografano il settore dei componenti elettronici, allo stato attuale si possono fare le seguenti constatazioni:</p>
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<p class="">- nel 2021 c’è stata una crescita del 25% in tutti i mercati applicativi a livello Europa.</p>
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<p class="">- Oggi, i semiconduttori rappresentano il <strong>nuovo “petrolio”</strong>, dato che sono richiestissimi e necessari in ogni applicazione. Purtroppo, però, scarseggiano e i tempi di consegna <em>(lead time)</em> sono molto lunghi.<br>In ogni caso, il comparto dei chip raddoppierà i suoi valori fino ad arrivare a 1 trilione di dollari entro il 2030. Intanto, lo <strong>shortage dei chip</strong> andrà avanti causando non pochi problemi di approvvigionamenti e aumenti dei prezzi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">- I produttori di semiconduttori hanno già iniziato a investire in <strong>nuove capacità produttive</strong> (si pensi agli ultimi annunci di Intel), anche se non abbastanza in fretta per poter rispondere alle richieste globali in tempi brevi.</p>
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<p class="">- In Europa, il <a href="https://tecno4industry.it/chip-act/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chip Act</a> punta a promuovere e supportare a una maggiore capacità produttiva di semiconduttori in Europa per arrivare ad avere una forma di indipendenza da Cina e Taiwan. Purtroppo, si sta spingendo su tipologie di prodotto molto avanzate che non sono così richieste nel mercato domestico europeo. Meglio sarebbe concentrarsi su alcuni prodotti come microprocessori, memorie e moduli SiC. In ogni caso, si tratta di una strategia che punta a riportare una produzione locale o regionale.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">L'impatto della Guerra</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">A fronte di un trend di crescita, in questo preciso momento ci sono alcuni fattori <em>disruptive</em> che stanno cambiando le carte in tavola: incertezza economica, situazione geopolitica e cambiamenti climatici. A questi si aggiungono altri fattori critici, quali la mancanza di una strategia e di una politica industriale che possa guidare l’Europa nei prossimi anni e la mancanza di forza lavoro in genere e di ingegneri nel particolare.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Nel frattempo, la guerra sta modificando gli assetti entro cui si muove il mercato della tecnologia.<br>Gli impatti del conflitto non riguardano solo l’incertezza politica e sociale, ma anche avranno come conseguenza anche una forte <strong>inflazione</strong>, la <strong>crescita dei prezzi</strong>, maggiori <strong>speculazioni </strong>e un focus dei Governi nelle <strong>spese legate alla difesa</strong> a discapito di altri settori, come la protezione ambientale e la lotta al cambiamento climatico.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">E chi pagherà i costi della guerra? In parte anche l’Europa. E in ogni caso le previsioni di crescita dovranno essere riviste al ribasso. <br>Alcuni economisti parlano addirittura di recessione guardando al 2023.<br>Eppure lL'associazione di riferimento del mercato dei semiconduttori, WSTS (Worldwide Semiconductor Market Trade Statistics), nel suo <a href="https://www.wsts.org/76/Recent-News-Release" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimo report di Giugno 2022</a> annuncia che il 2022 chiuderà a livello mondiale con una crescita a due cifre, pari al 16,3%. Nel 2023 si vedrà comunque una crescita, più contenuta, del 5,1%. <br>Dopo l'estate si capiranno meglio l'evoluzione delle cose e gli andamenti di prezzi e mercati.</p>
<!-- /wp:paragraph --><p>The post <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it/impatto-guerra-elettronica/">L&#8217;impatto della Guerra nel mercato dell&#8217;elettronica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it">Tecno4industry</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Chip Act in sintesi: l’Europa dei semiconduttori</title>
		<link>https://tecno4industry.it/chip-act/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Baronchelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 10:56:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="CHIP sfondo Chip Act normativa europea sui semiconduttori cos è cosa prevede" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La volontà di dare vita al <strong>Chip Act</strong>, una legge europea sui semiconduttori, nasce dall’esigenza di rilanciare l’economia e lo sviluppo dell’industria in Europa.<br />I semiconduttori sono pervasivi in ogni ambito applicativo. Dall’industria all’automotive, dai trasporti ai building, non esiste un ambito in cui i chip non giochino un ruolo fondamentale anche e soprattutto sulla spinta della digital transformation e dell’Internet of Things.<br />Ecco perché rafforzare il ruolo dell’Europa del mercato può diventare la chiave per la crescita della competitività e dello sviluppo dell’industria nel Vecchio Continente.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:spacer {"height":"61px"} --></p>
<div style="height:61px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<p><!-- /wp:spacer --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class=""><strong>Quanto pesa l’Europa nel mercato dei semiconduttori?</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Nel 2020 sono stati prodotti in tutto il mondo <strong>1.000 miliardi di semiconduttori</strong>, un valore pari a quasi 130 chip per ogni persona sulla terra.<br />Oggi, il 50% di questi chip e il 95% di quelli più avanzati provengono dall’Asia e in particolare da Taiwan. La produzione europea di chip si attesta soltanto intono a un <strong>9-10%</strong> del totale. Come conseguenza, i Paesi europei devono sottostate a dinamiche internazionali di supply chain e di prezzi e non possono fare nulla di fronte al grave shortage, ovvero mancanza di componenti, che sta caratterizzando il mercato. La crisi dei chip ha reso ancora più evidente l'estrema dipendenza globale della catena della fornitura dei semiconduttori da un numero molto limitato di attori.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Obiettivo del Chip Act europeo è invece quello di rafforzare la leadership europea nel mercato e arrivare a&nbsp;raddoppiare la produzione interna entro il 2030,&nbsp;portandola a coprire il <strong>20% dell'intero mercato globale.</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:spacer {"height":"63px"} --></p>
<div style="height:63px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<p><!-- /wp:spacer --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class=""><strong>Cos’è il Chip Act e cosa prevede</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La nuova <a href="https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-chips-act_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strategia europea sui semiconduttori</a> permetterà all'UE di affrontare le carenze di chip rafforzando allo stesso tempo la leadership tecnologica dell'Europa.<br />Questo, in sintesi, quello che prevede:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:list --></p>
<ul class="">
<li>Investimenti in innovazione e tecnologie di prossima generazione.</li>
<li>Accesso in tutta Europa a strumenti di progettazione e linee pilota per la prototipazione, i test e la sperimentazione di chip all’avanguardia.</li>
<li>Procedure di certificazione per chip affidabili ed efficienti sotto il profilo energetico al fine di garantire la qualità e la sicurezza in applicazioni critiche.</li>
<li>Un quadro più favorevole agli investimenti per la creazione di impianti di produzione in Europa.</li>
<li>Sostegno alle start-up e alle PMI innovative per l’accesso ai finanziamenti azionari.</li>
<li>Promozione di competenze, talento e innovazione nel settore della microelettronica.</li>
<li>Strumenti volti ad anticipare e affrontare le carenze e le crisi dei semiconduttori per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento .</li>
<li>Creazione di partenariati internazionali per i semiconduttori con Paesi che condividono gli stessi principi.</li>
</ul>
<p><!-- /wp:list --></p>
<p><!-- wp:spacer {"height":"61px"} --></p>
<div style="height:61px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<p><!-- /wp:spacer --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":3} --></p>
<h3 class=""><strong>I 5 obiettivi principali </strong></h3>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">1. Rafforzare la leadership europea nel campo della ricerca e della tecnologia per ottenere chip più piccoli e più veloci.<br />2. Sviluppare e rafforzare la capacità di innovazione nei settori della progettazione, della fabbricazione e dell’imballaggio di chip avanzati.<br />3. Istituire un quadro per aumentare la capacità produttiva al <strong>20% del mercato globale </strong>entro il 2030.<br />4. Affrontare la questione della carenza di competenze, attrarre nuovi talenti e sostenere l’emergere di una forza lavoro qualificata.<br />5. Sviluppare una comprensione approfondita delle catene di approvvigionamento globali dei semiconduttori.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:spacer {"height":"62px"} --></p>
<div style="height:62px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<p><!-- /wp:spacer --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":3} --></p>
<h3 class=""><strong>Quali investimenti</strong></h3>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Il Chip Act mobiliterà oltre<strong> 43 miliardi di euro di investimenti strategici</strong> pubblici e privati fino al 2030. A lungo termine si prevedono ulteriori investimenti pubblici e privati per oltre 15 miliardi di euro. Tali risorse andranno a integrare i programmi e le azioni esistenti in materia di ricerca e innovazione nel settore dei semiconduttori (come Orizzonte Europa e il&nbsp;<a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/activities/digital-programme">programma Europa digitale</a>) e il sostegno annunciato dagli Stati membri.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:spacer {"height":"64px"} --></p>
<div style="height:64px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<p><!-- /wp:spacer --></p>
<p><!-- wp:image {"id":10020,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none"} --></p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/chip-act_semiconduttori-europa-1024x392.png" alt="" class="wp-image-10020"/><figcaption>I punti di forza dell'Europa nell'industria dei semiconduttori</figcaption></figure>
<p><!-- /wp:image --></p>
<p><!-- wp:spacer {"height":"54px"} --></p>
<div style="height:54px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
<p><!-- /wp:spacer --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class=""><strong>Chi produce chip in Europa</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Tra le aziende europee dotate da impianti per la produzione di chip in Europa troviamo colossi come <strong>Infineon, STMicroelectronics, Bosch, X-Fab, Texas Instruments </strong>e <strong>GlobalFoundries.</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">A seguito del programma del Chip Act rilasciato dalla Commissione Europea lo scorso 8 febbraio, alcune grandi aziende hanno già annunciato la volontà di aprire nuovi impianti nel Vecchio Continente. Come nel caso di <strong>Intel</strong>, che ha dichiarato la sua intenzione di costruire <strong>8 impianti per la produzione di semiconduttori </strong>per un investimento complessivo di 80 miliardi di euro.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="CHIP sfondo Chip Act normativa europea sui semiconduttori cos è cosa prevede" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/Chip-Act-normativa-europea-sui-semiconduttori-cos-e-cosa-prevede-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class="">La volontà di dare vita al <strong>Chip Act</strong>, una legge europea sui semiconduttori, nasce dall’esigenza di rilanciare l’economia e lo sviluppo dell’industria in Europa.<br>I semiconduttori sono pervasivi in ogni ambito applicativo. Dall’industria all’automotive, dai trasporti ai building, non esiste un ambito in cui i chip non giochino un ruolo fondamentale anche e soprattutto sulla spinta della digital transformation e dell’Internet of Things.<br>Ecco perché rafforzare il ruolo dell’Europa del mercato può diventare la chiave per la crescita della competitività e dello sviluppo dell’industria nel Vecchio Continente.</p>
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<!-- wp:heading -->
<h2 class=""><strong>Quanto pesa l’Europa nel mercato dei semiconduttori?</strong></h2>
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<p class="">Nel 2020 sono stati prodotti in tutto il mondo <strong>1.000 miliardi di semiconduttori</strong>, un valore pari a quasi 130 chip per ogni persona sulla terra.<br>Oggi, il 50% di questi chip e il 95% di quelli più avanzati provengono dall’Asia e in particolare da Taiwan. La produzione europea di chip si attesta soltanto intono a un <strong>9-10%</strong> del totale. Come conseguenza, i Paesi europei devono sottostate a dinamiche internazionali di supply chain e di prezzi e non possono fare nulla di fronte al grave shortage, ovvero mancanza di componenti, che sta caratterizzando il mercato. La crisi dei chip ha reso ancora più evidente l'estrema dipendenza globale della catena della fornitura dei semiconduttori da un numero molto limitato di attori.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

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<p class="">Obiettivo del Chip Act europeo è invece quello di rafforzare la leadership europea nel mercato e arrivare a&nbsp;raddoppiare la produzione interna entro il 2030,&nbsp;portandola a coprire il <strong>20% dell'intero mercato globale.</strong></p>
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<!-- wp:heading -->
<h2 class=""><strong>Cos’è il Chip Act e cosa prevede</strong></h2>
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<p class="">La nuova <a href="https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-chips-act_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strategia europea sui semiconduttori</a> permetterà all'UE di affrontare le carenze di chip rafforzando allo stesso tempo la leadership tecnologica dell'Europa.<br>Questo, in sintesi, quello che prevede:</p>
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<!-- wp:list -->
<ul class=""><li>Investimenti in innovazione e tecnologie di prossima generazione.</li><li>Accesso in tutta Europa a strumenti di progettazione e linee pilota per la prototipazione, i test e la sperimentazione di chip all’avanguardia.</li><li>Procedure di certificazione per chip affidabili ed efficienti sotto il profilo energetico al fine di garantire la qualità e la sicurezza in applicazioni critiche.</li><li>Un quadro più favorevole agli investimenti per la creazione di impianti di produzione in Europa.</li><li>Sostegno alle start-up e alle PMI innovative per l’accesso ai finanziamenti azionari.</li><li>Promozione di competenze, talento e innovazione nel settore della microelettronica.</li><li>Strumenti volti ad anticipare e affrontare le carenze e le crisi dei semiconduttori per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento .</li><li>Creazione di partenariati internazionali per i semiconduttori con Paesi che condividono gli stessi principi.</li></ul>
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<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class=""><strong>I 5 obiettivi principali </strong></h3>
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<p class="">1. Rafforzare la leadership europea nel campo della ricerca e della tecnologia per ottenere chip più piccoli e più veloci.<br>2. Sviluppare e rafforzare la capacità di innovazione nei settori della progettazione, della fabbricazione e dell’imballaggio di chip avanzati.<br>3. Istituire un quadro per aumentare la capacità produttiva al <strong>20% del mercato globale </strong>entro il 2030.<br>4. Affrontare la questione della carenza di competenze, attrarre nuovi talenti e sostenere l’emergere di una forza lavoro qualificata.<br>5. Sviluppare una comprensione approfondita delle catene di approvvigionamento globali dei semiconduttori.</p>
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<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class=""><strong>Quali investimenti</strong></h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Il Chip Act mobiliterà oltre<strong> 43 miliardi di euro di investimenti strategici</strong> pubblici e privati fino al 2030. A lungo termine si prevedono ulteriori investimenti pubblici e privati per oltre 15 miliardi di euro. Tali risorse andranno a integrare i programmi e le azioni esistenti in materia di ricerca e innovazione nel settore dei semiconduttori (come Orizzonte Europa e il&nbsp;<a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/activities/digital-programme">programma Europa digitale</a>) e il sostegno annunciato dagli Stati membri.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/06/chip-act_semiconduttori-europa-1024x392.png" alt="" class="wp-image-10020"/><figcaption>I punti di forza dell'Europa nell'industria dei semiconduttori</figcaption></figure>
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<!-- wp:heading -->
<h2 class=""><strong>Chi produce chip in Europa</strong></h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Tra le aziende europee dotate da impianti per la produzione di chip in Europa troviamo colossi come <strong>Infineon, STMicroelectronics, Bosch, X-Fab, Texas Instruments </strong>e <strong>GlobalFoundries.</strong></p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">A seguito del programma del Chip Act rilasciato dalla Commissione Europea lo scorso 8 febbraio, alcune grandi aziende hanno già annunciato la volontà di aprire nuovi impianti nel Vecchio Continente. Come nel caso di <strong>Intel</strong>, che ha dichiarato la sua intenzione di costruire <strong>8 impianti per la produzione di semiconduttori </strong>per un investimento complessivo di 80 miliardi di euro.</p>
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