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	<title>News e Dati di Mercato per Componentistica Elettronica e Industria</title>
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	<description>Trend, soluzioni e tecnologie per l’industria smart</description>
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	<title>News e Dati di Mercato per Componentistica Elettronica e Industria</title>
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	<item>
		<title>Bussola 4.0: la piattaforma sull&#8217;industry 4.0 per le Pmi lombarde</title>
		<link>https://tecno4industry.it/bussola-4-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Baronchelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 10:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bussola" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><strong>Assolombarda </strong>lancia <strong>Bussola 4.0,</strong> una <a href="https://bussola40.assolombarda.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piattaforma dedicata all’industria 4.0 </a>pensata per supportare le piccole e medie imprese lombarde nel processo di <em>digital transformation</em> delle loro attività. Il portale propone un percorso di affiancamento alle aziende che vogliono conoscere e comprendere meglio le logiche dell’industry 4.0, dai requisiti alle opportunità di finanziamento, dalle tecnologie ai casi applicativi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Nella homepage di Bussola 4.0, l’utente si trova davanti a tre possibili scelte: la prima porta a un <strong>approfondimento delle tecnologie digitali</strong> (intelligenza artificiale, Data Analytics e IoT in primis); la seconda cerca di rispondere ai <strong>bisogni specifici da parte di manager e responsabili</strong>; la terza, infine, propone uno <strong>scenario delle soluzioni verticali</strong> esistenti per ogni ambito applicativo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Il percorso di digital transformation per Pmi</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Secondo Assolombarda, la trasformazione digitale del settore manufatturiero e delle attività di produzione rappresenta un percorso ormai obbligato che ogni impresa deve necessariamente affrontare per poter restare competitiva e generare prodotti e servizi di valore in un mercato in continua evoluzione.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La trasformazione, come sappiamo, richiede nuovi skill manageriali, una riorganizzazione della struttura e del lavoro, l’uso di nuove tecnologie che vanno dalla <a href="https://tecno4industry.it/robotica-collaborativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">robotica </a>alla sensoristica, dalla connessione ai software di gestione e controllo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">I contenuti prodotti da Assolombarda e a disposizione delle imprese sono di diverso tipo: da documenti e schede informative fino a video pillole, webinar e approfondimenti specialistici.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Come dichiarato da <strong>Paolo Gerardini</strong>, Presidente Piccola Industria dell’associazione, <em>“La <a href="https://tecno4industry.it/transizione-4-0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">transizione 4.0</a> rappresenta un’enorme opportunità per le piccole e medie imprese, per cogliere le sfide della competitività, della sostenibilità e della sicurezza dei processi aziendali. Un’evoluzione che va affrontata attraverso la condivisione di esperienze e soluzioni, con un approccio pratico e integrato”.</em></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it/bussola-4-0/">Bussola 4.0: la piattaforma sull&#8217;industry 4.0 per le Pmi lombarde</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it">Tecno4industry</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bussola" decoding="async" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/12/Bussola_4_0_industria-4_0_-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class=""><strong>Assolombarda </strong>lancia <strong>Bussola 4.0,</strong> una <a href="https://bussola40.assolombarda.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piattaforma dedicata all’industria 4.0 </a>pensata per supportare le piccole e medie imprese lombarde nel processo di <em>digital transformation</em> delle loro attività. Il portale propone un percorso di affiancamento alle aziende che vogliono conoscere e comprendere meglio le logiche dell’industry 4.0, dai requisiti alle opportunità di finanziamento, dalle tecnologie ai casi applicativi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Nella homepage di Bussola 4.0, l’utente si trova davanti a tre possibili scelte: la prima porta a un <strong>approfondimento delle tecnologie digitali</strong> (intelligenza artificiale, Data Analytics e IoT in primis); la seconda cerca di rispondere ai <strong>bisogni specifici da parte di manager e responsabili</strong>; la terza, infine, propone uno <strong>scenario delle soluzioni verticali</strong> esistenti per ogni ambito applicativo.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">Il percorso di digital transformation per Pmi</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Secondo Assolombarda, la trasformazione digitale del settore manufatturiero e delle attività di produzione rappresenta un percorso ormai obbligato che ogni impresa deve necessariamente affrontare per poter restare competitiva e generare prodotti e servizi di valore in un mercato in continua evoluzione.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">La trasformazione, come sappiamo, richiede nuovi skill manageriali, una riorganizzazione della struttura e del lavoro, l’uso di nuove tecnologie che vanno dalla <a href="https://tecno4industry.it/robotica-collaborativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">robotica </a>alla sensoristica, dalla connessione ai software di gestione e controllo.</p>
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<p class="">I contenuti prodotti da Assolombarda e a disposizione delle imprese sono di diverso tipo: da documenti e schede informative fino a video pillole, webinar e approfondimenti specialistici.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Come dichiarato da <strong>Paolo Gerardini</strong>, Presidente Piccola Industria dell’associazione, <em>“La <a href="https://tecno4industry.it/transizione-4-0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">transizione 4.0</a> rappresenta un’enorme opportunità per le piccole e medie imprese, per cogliere le sfide della competitività, della sostenibilità e della sicurezza dei processi aziendali. Un’evoluzione che va affrontata attraverso la condivisione di esperienze e soluzioni, con un approccio pratico e integrato”.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Industria, semiconduttori e supply chain: si guarda al 2023</title>
		<link>https://tecno4industry.it/industria-semiconsuttori-supplychain/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Diego Giordani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 12:29:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Semiconduttori Industria Supply Chain mercato Assodel" decoding="async" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Come stanno impattando gli <strong>aumenti dei costi dell’energia e delle materie prime</strong> sul comparto manifatturiero? <br />Come sta cambiando il settore dei trasporti e che impatti ha sulla <strong>supply chain</strong>?<br />Per quanto continuerà lo <strong><a href="https://tecno4industry.it/shortage-chip-tempi-difficili-fino-al-2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">shortage dei chip</a></strong> e con quali tempi di consegna?<br />Quali prospettive ci sono per il <strong>mercato dell'elettronica</strong> per il 2023?</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Per dare risposta a queste domande, <a href="https://assodel.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Assodel </a><em>(Associazione Distretti Elettronica Italia)</em> ha organizzato, lo scorso 19 ottobre, un incontro di mercato dal titolo <strong><a href="https://l.tecnoimprese.it/assodel-t4i/?utm_source=t4i&amp;utm_medium=newsletternotizia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">"Semiconduttori e Industria: sfide e opportunità di un mercato che cambia"</a></strong> per fornire un’analisi su quanto sta succedendo a livello italiano ed europeo e sulle prospettive di mercato per il 2023.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Nello scenario UE, l'Italia se la cava</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Dopo aver dimostrato una buona capacità di recupero post pandemico e aver riportato il Pil ai livelli del Q4 2019, facendo meglio di Spagna e Germania, l’Italia si sta impegnando nella realizzazione del suo <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> verso una <strong>transizione digitale ed ecologica</strong>, essendo uno dei principali beneficiari del Next Generation EU.<br />Di fronte alle enormi opportunità rappresentate da questi finanziamenti, il nostro Paese, insieme a tutta l’Europa, si trova però anche a dover affrontare il più “grande rischio sistemico” degli ultimi tempi, rappresentato dall’attuale <strong>crisi energetica</strong>.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Le prospettive di <strong>recessione </strong>più volte annunciate nelle recenti settimane stanno frenando la domanda sui mercati di approvvigionamento e l’industria manifatturiera si trova in difficoltà. Questa situazione, secondo gli esperti, continuerà a influenzare i trend reali dei prezzi industriali e la pianificazione degli acquisti.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Sono alcuni dei dati emersi durante l’incontro di mercato <strong>Assodel </strong><em>(Associazione Italiana Distretti Elettronica - </em>Federata Sistema Impresa) dello scorso 19 ottobre al quale hanno partecipato alcuni esperti, quali:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:list --></p>
<ul class="">
<li>Alessandro Caviglia, CIO Italy presso UniCredit</li>
<li>Donato Gianantoni, Presidente sez. Emilia Romagna e Marche ADACI (Associazione Italiana Acquisti e Supply Management)</li>
<li>Diego Giordani, Direttore di Assodel (Associazione Distretti Elettronica Italia)</li>
<li>Marco Rossini, Director Compliance dept. DSV</li>
<li>Georg Steinberger, esperto europeo mercato dei semiconduttori.</li>
</ul>
<p><!-- /wp:list --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">La resilienza delle PMI per andare avanti</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Shortage di chip, crisi energetica, inflazione e situazione dei trasporti hanno impattato fortemente la supply chain andando a modificarne le logiche e i rapporti.<br />Se le previsioni degli analisti verranno confermate, anche il 2023 sarà un anno contraddistinto da incertezza, allungamento dei tempi di consegna e aumento dei costi. Un anno in cui l'industria si troverà a far fronte a un periodo complesso, con dinamiche in mutamento. </p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">L’industria italiana è quindi chiamata a far fronte a un momento complesso che metterà nuovamente alla prova la <strong>flessibilità e la resilienza delle PMI</strong>.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">L'elettronica rallenta, ma continua a crescere</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Nonostante le difficoltà vissute nell’ultimo anno, tra costi delle materie prime e dei trasporti e shortage dei componenti, il comparto dell’elettronica continua a mostrare tassi di crescita importanti. Stando agli ultimi dati di mercato <strong>Assodel</strong>, il terzo trimestre ha registrato una crescita del <strong>36,24%</strong> rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (YtD - Year to Date), proseguendo il trend positivo del primo e del secondo trimestre. Il 2022 chiuderà in crescita, anche se si sono iniziati a manifestare i primi segnali di <strong>rallentamento</strong>.</p>
<p><strong>Il vero interrogativo è cosa aspettarsi dal 2023.</strong><br />L’impressione è che, anche se ci sarà un rallentamento nei primi mesi dell’anno, in generale la situazione resterà stabile, specialmente per alcuni comparti applicativi che mostrano una certa robustezza, primo tra tutti quello industriale, seguito dall'automotive. Settori in cui l'elettronica continuerà a essere sempre più pervasiva e al centro della trasformazione digitale in ottica 4.0 e della continua <em>"smartificazione"</em> degli oggetti.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Semiconduttori Industria Supply Chain mercato Assodel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/10/Semiconduttori-Industria-Supply-Chain-mercato-Assodel-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class="">Come stanno impattando gli <strong>aumenti dei costi dell’energia e delle materie prime</strong> sul comparto manifatturiero? <br>Come sta cambiando il settore dei trasporti e che impatti ha sulla <strong>supply chain</strong>?<br>Per quanto continuerà lo <strong><a href="https://tecno4industry.it/shortage-chip-tempi-difficili-fino-al-2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">shortage dei chip</a></strong> e con quali tempi di consegna?<br>Quali prospettive ci sono per il <strong>mercato dell'elettronica</strong> per il 2023?</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Per dare risposta a queste domande, <a href="https://assodel.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Assodel </a><em>(Associazione Distretti Elettronica Italia)</em> ha organizzato, lo scorso 19 ottobre, un incontro di mercato dal titolo <strong><a href="https://l.tecnoimprese.it/assodel-t4i/?utm_source=t4i&amp;utm_medium=newsletternotizia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">"Semiconduttori e Industria: sfide e opportunità di un mercato che cambia"</a></strong> per fornire un’analisi su quanto sta succedendo a livello italiano ed europeo e sulle prospettive di mercato per il 2023.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">Nello scenario UE, l'Italia se la cava</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Dopo aver dimostrato una buona capacità di recupero post pandemico e aver riportato il Pil ai livelli del Q4 2019, facendo meglio di Spagna e Germania, l’Italia si sta impegnando nella realizzazione del suo <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> verso una <strong>transizione digitale ed ecologica</strong>, essendo uno dei principali beneficiari del Next Generation EU.<br>Di fronte alle enormi opportunità rappresentate da questi finanziamenti, il nostro Paese, insieme a tutta l’Europa, si trova però anche a dover affrontare il più “grande rischio sistemico” degli ultimi tempi, rappresentato dall’attuale <strong>crisi energetica</strong>.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Le prospettive di <strong>recessione </strong>più volte annunciate nelle recenti settimane stanno frenando la domanda sui mercati di approvvigionamento e l’industria manifatturiera si trova in difficoltà. Questa situazione, secondo gli esperti, continuerà a influenzare i trend reali dei prezzi industriali e la pianificazione degli acquisti.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Sono alcuni dei dati emersi durante l’incontro di mercato <strong>Assodel </strong><em>(Associazione Italiana Distretti Elettronica - </em>Federata Sistema Impresa) dello scorso 19 ottobre al quale hanno partecipato alcuni esperti, quali:</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:list -->
<ul class=""><li>Alessandro Caviglia, CIO Italy presso UniCredit</li><li>Donato Gianantoni, Presidente sez. Emilia Romagna e Marche ADACI (Associazione Italiana Acquisti e Supply Management)</li><li>Diego Giordani, Direttore di Assodel (Associazione Distretti Elettronica Italia)</li><li>Marco Rossini, Director Compliance dept. DSV</li><li>Georg Steinberger, esperto europeo mercato dei semiconduttori.</li></ul>
<!-- /wp:list -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">La resilienza delle PMI per andare avanti</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Shortage di chip, crisi energetica, inflazione e situazione dei trasporti hanno impattato fortemente la supply chain andando a modificarne le logiche e i rapporti.<br>Se le previsioni degli analisti verranno confermate, anche il 2023 sarà un anno contraddistinto da incertezza, allungamento dei tempi di consegna e aumento dei costi. Un anno in cui l'industria si troverà a far fronte a un periodo complesso, con dinamiche in mutamento. </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">L’industria italiana è quindi chiamata a far fronte a un momento complesso che metterà nuovamente alla prova la <strong>flessibilità e la resilienza delle PMI</strong>.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">L'elettronica rallenta, ma continua a crescere</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Nonostante le difficoltà vissute nell’ultimo anno, tra costi delle materie prime e dei trasporti e shortage dei componenti, il comparto dell’elettronica continua a mostrare tassi di crescita importanti. Stando agli ultimi dati di mercato <strong>Assodel</strong>, il terzo trimestre ha registrato una crescita del <strong>36,24%</strong> rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (YtD - Year to Date), proseguendo il trend positivo del primo e del secondo trimestre. Il 2022 chiuderà in crescita, anche se si sono iniziati a manifestare i primi segnali di <strong>rallentamento</strong>.<br><br><strong>Il vero interrogativo è cosa aspettarsi dal 2023.</strong><br>L’impressione è che, anche se ci sarà un rallentamento nei primi mesi dell’anno, in generale la situazione resterà stabile, specialmente per alcuni comparti applicativi che mostrano una certa robustezza, primo tra tutti quello industriale, seguito dall'automotive. Settori in cui l'elettronica continuerà a essere sempre più pervasiva e al centro della trasformazione digitale in ottica 4.0 e della continua <em>"smartificazione"</em> degli oggetti.</p>
<!-- /wp:paragraph --><p>The post <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it/industria-semiconsuttori-supplychain/">Industria, semiconduttori e supply chain: si guarda al 2023</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it">Tecno4industry</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Business e fiducia delle imprese: segnali positivi</title>
		<link>https://tecno4industry.it/fiducia-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Baronchelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 12:29:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecno4industry.it/?p=10417</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bussola con indicatore su fiducia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">A settembre 2022 torna un po’ ottimismo e gli <strong>indicatori socio-economici</strong> sembrano godere di buona salute. Lo segnala il <a href="https://www.ambrosetti.eu/summit-eventi/lo-scenario-di-oggi-e-di-domani-per-le-strategie-competitive/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto di The European House – Ambrosetti </a>appena pubblicato, secondo il quale <em>“sia la situazione del business sia la propensione ad assumere e a investire sono tornati in territorio positivo”.</em><br />Questo nonostante la <a href="https://tecno4industry.it/crisi-energetica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi energetica</a>, l'inflazione, le problematiche scaturite dal conflitto russo-ucraino e la caduta del Governo Draghi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La <strong>fiducia degli imprenditori</strong> ha ripreso a salire riportandosi su un valore di 41,5 (rispetto a un massimo di 100): un ottimo cambiamento rispetto al trimestre precedente che aveva invece registrato un segno negativo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Sempre secondo le rilevazioni, nei primi 8 mesi dell’anno è stata registrata <strong>una crescita del 3,4%</strong> e anche <strong>l’export è aumentato del 20%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2021. Dati inaspettati che fanno intravedere un futuro più roseo. Anche l’occupazione ha risentito della situazione in modo positivo, con un <strong>tasso di occupazione pari al 60%</strong> e una riduzione del tasso di disoccupazione.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":3} --></p>
<h3 class="">Il futuro resta incerto</h3>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Ma purtroppo non tutti i dati sono positivi. Nel rapporto di Ambrosetti, si legge che <em>“il dato relativo alle <strong>prospettive del business</strong> a sei mesi si posiziona sul valore di 14,9, riportando un aumento rispetto al trimestre precedente, ma con un valore inferiore alle prospettive attuali”.</em></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Ci sono dei segnali da tenere ben presenti che possono influenzare negativamente la situazione appena fotografata e descritta. In primo luogo, il <strong>rallentamento dell’economia tedesca, ma anche quello degli Stati Uniti </strong>e <strong>della Cina</strong>.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":3} --></p>
<h3 class="">Pnrr: una grande opportunità per crescere</h3>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">I prossimi mesi saranno determinanti per capire in quale direzione andrà il Paese. Il <a href="https://www.lumi4innovation.it/pnrr-cos-e/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pnrr </a>sarà in particolare la nostra cartina di tornasole, insieme a tutte le riforme e gli investimenti che ne conseguiranno, per comprendere meglio se le prospettive di crescita possono fondarsi su basi solide. <br />Un’altra analisi ed elaborazione dati di The European House – Ambrosetti in tema di Pnrr riporta come la somma compresa tra <strong>i 66 e i 90 miliardi di euro </strong>stanziati dal Pnrr avranno <strong>impatti strutturali sul PIL e sulla sua crescita</strong>. Un aspetto molto importante che potrebbe influenzare aspetti come infrastrutture, occupazione, mercato del lavoro, digital transformation, propensione agli investimenti delle imprese e che potrebbe rappresentare un +1,9% del PIL al 2026, che nel lungo periodo potrebbe arrivare addirittura al 13%.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:image {"id":10420,"width":624,"height":352,"sizeSlug":"full","linkDestination":"none"} --></p>
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/pnrr-ambrosetti.png" alt="" class="wp-image-10420" width="624" height="352"/><figcaption>Impatto del PNRR sulla crescita del PIL<br />Elaborazione The European House - Ambrosetti</figcaption></figure>
<p><!-- /wp:image --></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it/fiducia-imprese/">Business e fiducia delle imprese: segnali positivi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it">Tecno4industry</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bussola con indicatore su fiducia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/fiducia-imprese-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class="">A settembre 2022 torna un po’ ottimismo e gli <strong>indicatori socio-economici</strong> sembrano godere di buona salute. Lo segnala il <a href="https://www.ambrosetti.eu/summit-eventi/lo-scenario-di-oggi-e-di-domani-per-le-strategie-competitive/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto di The European House – Ambrosetti </a>appena pubblicato, secondo il quale <em>“sia la situazione del business sia la propensione ad assumere e a investire sono tornati in territorio positivo”.</em><br>Questo nonostante la <a href="https://tecno4industry.it/crisi-energetica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi energetica</a>, l'inflazione, le problematiche scaturite dal conflitto russo-ucraino e la caduta del Governo Draghi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">La <strong>fiducia degli imprenditori</strong> ha ripreso a salire riportandosi su un valore di 41,5 (rispetto a un massimo di 100): un ottimo cambiamento rispetto al trimestre precedente che aveva invece registrato un segno negativo.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Sempre secondo le rilevazioni, nei primi 8 mesi dell’anno è stata registrata <strong>una crescita del 3,4%</strong> e anche <strong>l’export è aumentato del 20%</strong> rispetto allo stesso periodo del 2021. Dati inaspettati che fanno intravedere un futuro più roseo. Anche l’occupazione ha risentito della situazione in modo positivo, con un <strong>tasso di occupazione pari al 60%</strong> e una riduzione del tasso di disoccupazione.</p>
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<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class="">Il futuro resta incerto</h3>
<!-- /wp:heading -->

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<p class="">Ma purtroppo non tutti i dati sono positivi. Nel rapporto di Ambrosetti, si legge che <em>“il dato relativo alle <strong>prospettive del business</strong> a sei mesi si posiziona sul valore di 14,9, riportando un aumento rispetto al trimestre precedente, ma con un valore inferiore alle prospettive attuali”.</em></p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Ci sono dei segnali da tenere ben presenti che possono influenzare negativamente la situazione appena fotografata e descritta. In primo luogo, il <strong>rallentamento dell’economia tedesca, ma anche quello degli Stati Uniti </strong>e <strong>della Cina</strong>.</p>
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<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class="">Pnrr: una grande opportunità per crescere</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">I prossimi mesi saranno determinanti per capire in quale direzione andrà il Paese. Il <a href="https://www.lumi4innovation.it/pnrr-cos-e/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pnrr </a>sarà in particolare la nostra cartina di tornasole, insieme a tutte le riforme e gli investimenti che ne conseguiranno, per comprendere meglio se le prospettive di crescita possono fondarsi su basi solide. <br>Un’altra analisi ed elaborazione dati di The European House – Ambrosetti in tema di Pnrr riporta come la somma compresa tra <strong>i 66 e i 90 miliardi di euro </strong>stanziati dal Pnrr avranno <strong>impatti strutturali sul PIL e sulla sua crescita</strong>. Un aspetto molto importante che potrebbe influenzare aspetti come infrastrutture, occupazione, mercato del lavoro, digital transformation, propensione agli investimenti delle imprese e che potrebbe rappresentare un +1,9% del PIL al 2026, che nel lungo periodo potrebbe arrivare addirittura al 13%.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guerra, globalizzazione e clima: qualcosa deve cambiare</title>
		<link>https://tecno4industry.it/globalizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irma Garioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 05:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mondo Terra con mani colorate intorno" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/globalizzazione-guerra-futuro-cosa-deve-cambiare-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><em>Autore: Georg Steinberger, CEO di FBDi (Associazione tedesca dei fornitori di componenti di Elettronica)</em></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><em>"La libertà è più importante del libero scambio"</em>. La citazione è del segretario generale della NATO, <strong>Jens Stoltenberg</strong>, e recita per intero: "<em>La libertà è più importante del libero scambio. Proteggere i nostri valori è più importante del profitto"</em>. A fine maggio, al <strong>World Economic Forum</strong> di Davos, dominato dalla guerra russa contro l'Ucraina, il norvegese ha con queste parole messo il dito nella piaga più grande dell'economia globale, che da tempo si sottrae ai problemi dell'umanità per il quale non è innocente: negare e aggravare il cambiamento climatico per decenni e non prendere una posizione chiara anche di fronte a un attacco a uno stato libero. Questa è l'élite economica del 21° secolo che propaga la crescita eterna.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Quello che sta emergendo fa però sperare che le regole del gioco verranno riscritte, almeno per quanto riguarda le autocrazie. I prossimi anni mostreranno se l'ipocrita <em>"cambiamento attraverso il commercio"</em> sarà effettivamente sostituito da un (più) onesto <em>"commerciare solo con il cambiamento".</em> In ogni caso, la guerra russa mette sul tavolo tutto ciò che sarà importante per la nostra sopravvivenza comune negli anni a venire.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Il disaccoppiamento causato dalla globalizzazione</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La turbolenta <strong>globalizzazione </strong>che va avanti da 30 anni non solo ha aggravato il sovrasfruttamento del pianeta e delle sue limitate risorse cambiando drasticamente il clima, ma ha anche favorito le ingiustizie. C'è un disaccoppiamento quasi perverso delle élite dalle masse, che era già stata formulata da <strong>Johan Galtung</strong>, il creatore norvegese della ricerca sulla pace e sui conflitti, nel 1971. <br />Nel 2022 abbiamo raggiunto un punto in cui noi come umanità abbiamo, da un lato, effettivamente bisogno di più globalizzazione e cooperazione per risolvere i problemi che ci siamo causati, ma dall'altro mettiamo in discussione la globalizzazione esistente perché nazionalismo, autocrazia e comportamenti di dominio stanno virtualmente forzando una nuova formazione di blocchi come nei tempi peggiori della guerra fredda (quale sarebbe l’alternativa?).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Negli Stati Uniti e nell'Unione Europea cinicamente autocratica, i piani per <strong>l'indipendenza strategica</strong> vengono portati avanti in vari campi, che si tratti di <strong>energia </strong>o <strong>high-tech</strong>, e gli oppositori sono - se si può ancora chiamarli così - "concorrenti di sistema" come Russia e Cina. Il disaccoppiamento di catene di approvvigionamento complesse ed estese non solo non è banale, ma sarà anche estremamente costoso, poiché probabilmente creerà enormi ridondanze. E non sarà nemmeno del tutto fattibile, perché la produzione ha bisogno di materie prime e queste non sempre sono disponibili presso gli “amici”. Il modo più "semplice" è probabilmente quello di trattenere la proprietà intellettuale, specialmente in tecnologie chiave come la microelettronica. Qui l'obiettivo è fermare le macchine da guerra dei regimi che le stanno dietro o assicurarsi il proprio dominio sul mercato.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Questo disaccoppiamento e riregionalizzazione, se avviene, colpisce l'intera economia globale. Tuttavia, non risponde alle grandi domande dei prossimi 20 anni - sfruttamento delle risorse, cambiamenti climatici, rifiuti di plastica, carenza - ma serve solo a mettere in sicurezza il sistema o a salvaguardare i valori liberali. (Questo suona molto cinico ed è inteso in questo modo, anche se in fondo credo che questi esistano e che solo l'Occidente abbia un interesse per loro).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Le conseguenze a breve termine della guerra in corso e la sottostante lotta sistemica <em>"autocrazia contro democrazia"</em> si possono già leggere sui giornali ogni giorno: inflazione, costo dell'energia, carenza di cibo, catene di approvvigionamento interrotte, recessione/stagnazione. Ci saranno anche alcuni effetti a lungo termine, come la lotta per le materie prime chiave, i cambiamenti climatici e le ondate di rifugiati, il protezionismo, i nazionalismi, l'estremismo, ecc. Sembra decisamente assurdo: gli attuali sviluppi stanno spingendo nella direzione sbagliata in questo modo che rispondere alle grandi domande di cui sopra diventerà più difficile e mancheremo gloriosamente ogni anno importanti punti di svolta.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Sostenibilità ed economia circolare: l'unica via per lo sviluppo</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Pertanto, anche senza la guerra russa e il conflitto commerciale o di sistema USA-Cina, un <em>"business as usual" </em>non sarebbe andato bene ancora per molto. La terra è un pianeta e quindi un sistema chiuso, di conseguenza non può esserci una crescita eterna con un consumo esuberante di tutte le risorse (sprecando l'opportunità delle prossime 1000 generazioni), anche se a Davos non piace sentirlo dire.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Oggi, poco meno di<strong> 8 miliardi di persone consumano l'equivalente di 1,7 Terre all'anno</strong> (l'Earth Overshoot Day era il 28 luglio, quando ho scritto questo) - il peggiore dei quali è il G7. Ciò include tutte le materie prime, anche quelle che Dennis Meadows (The Limits to Growth) prevedeva nel 1972 sarebbero state sfruttate entro la fine del 21° secolo, in un modo o nell'altro (o troppo rare o troppo costose da estrarre). E nonostante tutti i progressi che la nostra amata industria high-tech ha generato negli ultimi decenni, e le incredibili scoperte - microelettronica, intelligenza artificiale, realtà virtuale - ha contribuito in modo massiccio ad esacerbare il cambiamento climatico e l'esaurimento.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Al più tardi entro il 2050, se 10 miliardi di persone vogliono preservare il loro "unico" habitat (tranne il signor Musk che è andato su Marte) e vivere dignitosamente, l'obiettivo di ogni innovazione deve essere: <strong>meno materiale, meno energia, piena economia circolare</strong>: perché abbiamo "solo un pianeta". In caso contrario, qualsiasi innovazione, qualsiasi sviluppo sarà irrilevante.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">L'ostacolo più grande sulla strada <strong>siamo noi stessi</strong>, ognuno di noi, ma anche il sistema di consumo insensato e la disponibilità istantanea che abbiamo creato a qualsiasi domanda. Quale livello di complessità e arroganza possiamo ancora permetterci? <em>"La libertà è più importante del profitto" </em>non è solo un appello a opporsi agli autocrati, ma anche un appello all'Occidente a smettere di calpestare i propri valori. La distruzione dei nostri mezzi di sussistenza non è migliore perché è organizzata democraticamente.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
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<p class=""><em>Autore: Georg Steinberger, CEO di FBDi (Associazione tedesca dei fornitori di componenti di Elettronica)</em></p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class=""><em>"La libertà è più importante del libero scambio"</em>. La citazione è del segretario generale della NATO, <strong>Jens Stoltenberg</strong>, e recita per intero: "<em>La libertà è più importante del libero scambio. Proteggere i nostri valori è più importante del profitto"</em>. A fine maggio, al <strong>World Economic Forum</strong> di Davos, dominato dalla guerra russa contro l'Ucraina, il norvegese ha con queste parole messo il dito nella piaga più grande dell'economia globale, che da tempo si sottrae ai problemi dell'umanità per il quale non è innocente: negare e aggravare il cambiamento climatico per decenni e non prendere una posizione chiara anche di fronte a un attacco a uno stato libero. Questa è l'élite economica del 21° secolo che propaga la crescita eterna.</p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Quello che sta emergendo fa però sperare che le regole del gioco verranno riscritte, almeno per quanto riguarda le autocrazie. I prossimi anni mostreranno se l'ipocrita <em>"cambiamento attraverso il commercio"</em> sarà effettivamente sostituito da un (più) onesto <em>"commerciare solo con il cambiamento".</em> In ogni caso, la guerra russa mette sul tavolo tutto ciò che sarà importante per la nostra sopravvivenza comune negli anni a venire.</p>
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<h2 class="">Il disaccoppiamento causato dalla globalizzazione</h2>
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<p class="">La turbolenta <strong>globalizzazione </strong>che va avanti da 30 anni non solo ha aggravato il sovrasfruttamento del pianeta e delle sue limitate risorse cambiando drasticamente il clima, ma ha anche favorito le ingiustizie. C'è un disaccoppiamento quasi perverso delle élite dalle masse, che era già stata formulata da <strong>Johan Galtung</strong>, il creatore norvegese della ricerca sulla pace e sui conflitti, nel 1971. <br>Nel 2022 abbiamo raggiunto un punto in cui noi come umanità abbiamo, da un lato, effettivamente bisogno di più globalizzazione e cooperazione per risolvere i problemi che ci siamo causati, ma dall'altro mettiamo in discussione la globalizzazione esistente perché nazionalismo, autocrazia e comportamenti di dominio stanno virtualmente forzando una nuova formazione di blocchi come nei tempi peggiori della guerra fredda (quale sarebbe l’alternativa?).</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Negli Stati Uniti e nell'Unione Europea cinicamente autocratica, i piani per <strong>l'indipendenza strategica</strong> vengono portati avanti in vari campi, che si tratti di <strong>energia </strong>o <strong>high-tech</strong>, e gli oppositori sono - se si può ancora chiamarli così - "concorrenti di sistema" come Russia e Cina. Il disaccoppiamento di catene di approvvigionamento complesse ed estese non solo non è banale, ma sarà anche estremamente costoso, poiché probabilmente creerà enormi ridondanze. E non sarà nemmeno del tutto fattibile, perché la produzione ha bisogno di materie prime e queste non sempre sono disponibili presso gli “amici”. Il modo più "semplice" è probabilmente quello di trattenere la proprietà intellettuale, specialmente in tecnologie chiave come la microelettronica. Qui l'obiettivo è fermare le macchine da guerra dei regimi che le stanno dietro o assicurarsi il proprio dominio sul mercato.</p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Questo disaccoppiamento e riregionalizzazione, se avviene, colpisce l'intera economia globale. Tuttavia, non risponde alle grandi domande dei prossimi 20 anni - sfruttamento delle risorse, cambiamenti climatici, rifiuti di plastica, carenza - ma serve solo a mettere in sicurezza il sistema o a salvaguardare i valori liberali. (Questo suona molto cinico ed è inteso in questo modo, anche se in fondo credo che questi esistano e che solo l'Occidente abbia un interesse per loro).</p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Le conseguenze a breve termine della guerra in corso e la sottostante lotta sistemica <em>"autocrazia contro democrazia"</em> si possono già leggere sui giornali ogni giorno: inflazione, costo dell'energia, carenza di cibo, catene di approvvigionamento interrotte, recessione/stagnazione. Ci saranno anche alcuni effetti a lungo termine, come la lotta per le materie prime chiave, i cambiamenti climatici e le ondate di rifugiati, il protezionismo, i nazionalismi, l'estremismo, ecc. Sembra decisamente assurdo: gli attuali sviluppi stanno spingendo nella direzione sbagliata in questo modo che rispondere alle grandi domande di cui sopra diventerà più difficile e mancheremo gloriosamente ogni anno importanti punti di svolta.</p>
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<!-- wp:heading -->
<h2 class="">Sostenibilità ed economia circolare: l'unica via per lo sviluppo</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Pertanto, anche senza la guerra russa e il conflitto commerciale o di sistema USA-Cina, un <em>"business as usual" </em>non sarebbe andato bene ancora per molto. La terra è un pianeta e quindi un sistema chiuso, di conseguenza non può esserci una crescita eterna con un consumo esuberante di tutte le risorse (sprecando l'opportunità delle prossime 1000 generazioni), anche se a Davos non piace sentirlo dire.</p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Oggi, poco meno di<strong> 8 miliardi di persone consumano l'equivalente di 1,7 Terre all'anno</strong> (l'Earth Overshoot Day era il 28 luglio, quando ho scritto questo) - il peggiore dei quali è il G7. Ciò include tutte le materie prime, anche quelle che Dennis Meadows (The Limits to Growth) prevedeva nel 1972 sarebbero state sfruttate entro la fine del 21° secolo, in un modo o nell'altro (o troppo rare o troppo costose da estrarre). E nonostante tutti i progressi che la nostra amata industria high-tech ha generato negli ultimi decenni, e le incredibili scoperte - microelettronica, intelligenza artificiale, realtà virtuale - ha contribuito in modo massiccio ad esacerbare il cambiamento climatico e l'esaurimento.</p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Al più tardi entro il 2050, se 10 miliardi di persone vogliono preservare il loro "unico" habitat (tranne il signor Musk che è andato su Marte) e vivere dignitosamente, l'obiettivo di ogni innovazione deve essere: <strong>meno materiale, meno energia, piena economia circolare</strong>: perché abbiamo "solo un pianeta". In caso contrario, qualsiasi innovazione, qualsiasi sviluppo sarà irrilevante.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">L'ostacolo più grande sulla strada <strong>siamo noi stessi</strong>, ognuno di noi, ma anche il sistema di consumo insensato e la disponibilità istantanea che abbiamo creato a qualsiasi domanda. Quale livello di complessità e arroganza possiamo ancora permetterci? <em>"La libertà è più importante del profitto" </em>non è solo un appello a opporsi agli autocrati, ma anche un appello all'Occidente a smettere di calpestare i propri valori. La distruzione dei nostri mezzi di sussistenza non è migliore perché è organizzata democraticamente.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class=""></p>
<!-- /wp:paragraph --><p>The post <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it/globalizzazione/">Guerra, globalizzazione e clima: qualcosa deve cambiare</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it">Tecno4industry</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crisi energetica: a rischio PMI e posti di lavoro</title>
		<link>https://tecno4industry.it/crisi-energetica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Baronchelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 10:35:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecno4industry.it/?p=10400</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bolletta lampadina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Il <strong>caro-energia</strong> continua a destare preoccupazioni e malumori lungo le filiere produttive e distributive. Le principali associazioni di riferimento – <strong>Confartigianato </strong>e <strong>Confcommercio </strong>in primis – lanciano l’allarme e chiedono misure immediate al Governo per contrastare la crisi energetica.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">A rischio ci sono <strong>120mila imprese&nbsp;del terziario </strong>e <strong>370mila posti di lavoro</strong> oltre a miriadi di micro e piccole imprese manifatturiere che faticano a reggere gli aumenti dei prezzi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Con il caro-energia, +21 mld di euro in bolletta</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Secondo i calcoli di <strong>Confartigianato</strong>, le PMI italiane pagano oggi <strong>21 miliardi in più</strong> di energia elettrica rispetto a un anno fa e se le cose proseguiranno così si arriverà a dover pagare 42 miliardi in più a inizio 2022 rispetto all’anno prima.<br />A livello&nbsp;territoriale, 9 Regioni registrano impennate di costi più elevate rispetto alle altri, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna&nbsp;per prime.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">I&nbsp;settori merceologici&nbsp;più tartassati riguardano le filiere di <strong>vetro, ceramica, carta, metalli, chimica, tessile, gomma, plastica </strong>e <strong>alimentare</strong>.<br />La situazione appare insostenibile. Le proposte dell’associazione riguardano l’azzeramento degli oneri di sistema per luce e gas, la proroga del credito d’imposta sui costi dell’elettricità e del gas per le imprese non energivore e non gasivore. Inoltre, diventa fondamentale spingere verso <a href="https://www.lumi4innovation.it/comunita-energetiche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunità energetiche</a> e sistemi di autoproduzione energetica da fonti rinnovabile.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Crisi energetica nel terziario: aumenti anche del +200/300% </h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Anche per il terziario i costi sono salatissimi: si parla di&nbsp;<strong>33&nbsp;miliardi&nbsp;di euro</strong> in più nel 2022,&nbsp;il triplo&nbsp;rispetto al 2021 e più del doppio rispetto al 2019. Anche in questo caso, stando alle <a href="https://www.confcommercio.it/-/aumento-costi-energia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevazioni di <strong>Confcommercio</strong></a>, gli ambiti più colpiti dal caro-energia sono quello alimentare, della ristorazione e dei trasporti.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">In questi settori, i costi maggiori sono legati alla gestione della&nbsp;catena del freddo&nbsp;e dei banchi refrigerati. Si parla di aumenti nei valori di <strong>+200/300%</strong>. Insostenibili.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Per contrastare questi effetti, Confcommercio, insieme ad altre associazioni di categoria hanno condiviso una serie di proposte al Governo tra cui l’aumento del&nbsp;credito d’imposta&nbsp;per il caro energia elettrica dal 15%&nbsp;al 50%&nbsp;nel caso di aumenti del costo dell’energia superiori al 100 e l’ampliamento dell’arco temporale per la&nbsp;rateizzazione&nbsp;delle bollette fino a dicembre 2022.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bolletta lampadina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/09/crisi-energetica-caro-energia-bollette-alle-stelle-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class="">Il <strong>caro-energia</strong> continua a destare preoccupazioni e malumori lungo le filiere produttive e distributive. Le principali associazioni di riferimento – <strong>Confartigianato </strong>e <strong>Confcommercio </strong>in primis – lanciano l’allarme e chiedono misure immediate al Governo per contrastare la crisi energetica.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">A rischio ci sono <strong>120mila imprese&nbsp;del terziario </strong>e <strong>370mila posti di lavoro</strong> oltre a miriadi di micro e piccole imprese manifatturiere che faticano a reggere gli aumenti dei prezzi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">Con il caro-energia, +21 mld di euro in bolletta</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Secondo i calcoli di <strong>Confartigianato</strong>, le PMI italiane pagano oggi <strong>21 miliardi in più</strong> di energia elettrica rispetto a un anno fa e se le cose proseguiranno così si arriverà a dover pagare 42 miliardi in più a inizio 2022 rispetto all’anno prima.<br>A livello&nbsp;territoriale, 9 Regioni registrano impennate di costi più elevate rispetto alle altri, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna&nbsp;per prime.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">I&nbsp;settori merceologici&nbsp;più tartassati riguardano le filiere di <strong>vetro, ceramica, carta, metalli, chimica, tessile, gomma, plastica </strong>e <strong>alimentare</strong>.<br>La situazione appare insostenibile. Le proposte dell’associazione riguardano l’azzeramento degli oneri di sistema per luce e gas, la proroga del credito d’imposta sui costi dell’elettricità e del gas per le imprese non energivore e non gasivore. Inoltre, diventa fondamentale spingere verso <a href="https://www.lumi4innovation.it/comunita-energetiche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunità energetiche</a> e sistemi di autoproduzione energetica da fonti rinnovabile.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">Crisi energetica nel terziario: aumenti anche del +200/300% </h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Anche per il terziario i costi sono salatissimi: si parla di&nbsp;<strong>33&nbsp;miliardi&nbsp;di euro</strong> in più nel 2022,&nbsp;il triplo&nbsp;rispetto al 2021 e più del doppio rispetto al 2019. Anche in questo caso, stando alle <a href="https://www.confcommercio.it/-/aumento-costi-energia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevazioni di <strong>Confcommercio</strong></a>, gli ambiti più colpiti dal caro-energia sono quello alimentare, della ristorazione e dei trasporti.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">In questi settori, i costi maggiori sono legati alla gestione della&nbsp;catena del freddo&nbsp;e dei banchi refrigerati. Si parla di aumenti nei valori di <strong>+200/300%</strong>. Insostenibili.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Per contrastare questi effetti, Confcommercio, insieme ad altre associazioni di categoria hanno condiviso una serie di proposte al Governo tra cui l’aumento del&nbsp;credito d’imposta&nbsp;per il caro energia elettrica dal 15%&nbsp;al 50%&nbsp;nel caso di aumenti del costo dell’energia superiori al 100 e l’ampliamento dell’arco temporale per la&nbsp;rateizzazione&nbsp;delle bollette fino a dicembre 2022.</p>
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		<item>
		<title>IoT: cresce la domanda di dispositivi connessi, ma il mercato rallenta</title>
		<link>https://tecno4industry.it/iot-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Baronchelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 14:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Industrial IoT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecno4industry.it/?p=10297</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mano su fondo scuro con chip IoT" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La carenza di chip continua a rallentare la crescita del <strong>mercato dell'Internet delle cose (IoT) e dei dispositivi connessi</strong>. Secondo l’ultimo <a href="https://iot-analytics.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto di IoT Analytics</a>, infatti, il numero di connessioni IoT globali è cresciuto soltanto dell'8% nel 2021 raggiungendo un valore di 12,2 miliardi di endpoint attivi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Questo rallentamento continuerà per <strong>tutto il 2022 e il 2023</strong>, nonostante i mercati finali, <a href="https://tecno4industry.it/industria-4-0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">spinti dall’Industry 4.0,</a> stiano aumentando la richiesta di oggetti connessi. Lo <a href="https://tecno4industry.it/shortage-chip-tempi-difficili-fino-al-2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">shortage dei chip</a> non è l’unico fattore che ostacola lo sviluppo del mercato IoT. Anche la pandemia da COVID-19 e i problemi di trasporto lungo la supply chain hanno provocato dei ritardi e delle interruzioni.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Le previsioni indicano in ogni modo per il 2022 che il mercato dell'Internet delle cose crescerà del 18% arrivando a 14,4 miliardi di connessioni attive. Mentre entro il 2025 gli esperti dicono che ci saranno circa 27 miliardi di dispositivi IoT connessi in tutto il mondo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:image {"align":"center","id":10299,"sizeSlug":"full","linkDestination":"none","responsiveBlockControl":{"mobile":true,"tablet":true,"desktop":true,"wide":true}} --></p>
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/Global-IoT-market-mercato-IoT.png" alt="" class="wp-image-10299"/><figcaption>Mercato IoT a livello mondiale - Trend di crescita</figcaption></figure>
<p><!-- /wp:image --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class=""><strong>Tendenze chiave del settore IoT</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Queste sono alcune delle tendenze chiave che hanno influenzato la crescita del numero di dispositivi IoT connessi nel 2021:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">1. Le reti <strong>LPWA </strong><em>(Low-power wide-area network) </em>sono state ampliate, in particolare quelle che utilizzano la tecnologia NB-IoT. L'adozione di NB-IoT (finalmente) è decollata, con connessioni in crescita del 61% anno-su-anno, trainate da un'ampia varietà di implementazioni, in particolare nel mercato degli smart meter.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">2. Gli utenti si stanno spostando verso l’adozione dell<strong>'IoT 4G/5G</strong>. Le connessioni IoT 4G sono cresciute del 24% grazie alla maggiore adozione di chipset basati su LTE Cat 1, Cat 4 e Cat 6.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">3. La <strong>carenza di chip</strong> sta rallentando la ripresa del mercato.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">4. Il <strong>COVID-19</strong> continua a incidere sul trasporto di prodotti e sulle catene di approvvigionamento. Nel 2021, le restrizioni (locali) hanno portato a nuovi e gravi problemi lungo la supply chain, come la mancanza di navi, camion e container e la congestione nei porti.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Nel complesso, le aziende continuano a prevedere condizioni favorevoli della domanda che si manterranno per tutta la seconda metà dell’anno. Stiamo assistendo a una ripresa dei mercati chiave dell'IoT, inclusi quelli industriali, aziendali ed energetici.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class=""><strong>Macro indicatori da tenere d’occhio in futuro</strong></h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><strong>Inflazione</strong><br />Le previsioni di crescita globale sono in calo con l'intensificarsi dell'inflazione a &gt;5% annuo. nella maggior parte delle principali economie del mondo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><strong>La guerra in corso in Ucraina<br /></strong><a href="https://tecno4industry.it/impatto-guerra-elettronica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L'impatto della guerra in Ucraina</a> si aggiunge alle interruzioni dell'approvvigionamento e alle preoccupazioni per l'inflazione. Il conflitto potrebbe avere un impatto particolare sulla fornitura di gas Neon ed esafluorobutadiene, essenziali per la produzione di chip semiconduttori.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><strong>La guerra per il talento digitale<br /></strong>Molte aziende stanno affrontando un'enorme sfida per trovare manodopera qualificata per andare avanti a pieno regime con la trasformazione digitale, l'IA, l'IoT e i progetti cloud. Il numero di annunci di lavoro che includevano "IoT" è cresciuto del +32% tra luglio 2021 e aprile 2022. Annunci di lavoro che includevano "AI" (+48%), "Edge Computing" (+53%) e "5G" (+ Il 52%) erano ancora più frequenti.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it/iot-mercato/">IoT: cresce la domanda di dispositivi connessi, ma il mercato rallenta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it">Tecno4industry</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mano su fondo scuro con chip IoT" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/mercato-IoT-mondiale-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class="">La carenza di chip continua a rallentare la crescita del <strong>mercato dell'Internet delle cose (IoT) e dei dispositivi connessi</strong>. Secondo l’ultimo <a href="https://iot-analytics.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto di IoT Analytics</a>, infatti, il numero di connessioni IoT globali è cresciuto soltanto dell'8% nel 2021 raggiungendo un valore di 12,2 miliardi di endpoint attivi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Questo rallentamento continuerà per <strong>tutto il 2022 e il 2023</strong>, nonostante i mercati finali, <a href="https://tecno4industry.it/industria-4-0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">spinti dall’Industry 4.0,</a> stiano aumentando la richiesta di oggetti connessi. Lo <a href="https://tecno4industry.it/shortage-chip-tempi-difficili-fino-al-2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">shortage dei chip</a> non è l’unico fattore che ostacola lo sviluppo del mercato IoT. Anche la pandemia da COVID-19 e i problemi di trasporto lungo la supply chain hanno provocato dei ritardi e delle interruzioni.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Le previsioni indicano in ogni modo per il 2022 che il mercato dell'Internet delle cose crescerà del 18% arrivando a 14,4 miliardi di connessioni attive. Mentre entro il 2025 gli esperti dicono che ci saranno circa 27 miliardi di dispositivi IoT connessi in tutto il mondo.</p>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/Global-IoT-market-mercato-IoT.png" alt="" class="wp-image-10299"/><figcaption>Mercato IoT a livello mondiale - Trend di crescita</figcaption></figure>
<!-- /wp:image -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class=""><strong>Tendenze chiave del settore IoT</strong></h2>
<!-- /wp:heading -->

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<p class="">Queste sono alcune delle tendenze chiave che hanno influenzato la crescita del numero di dispositivi IoT connessi nel 2021:</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">1. Le reti <strong>LPWA </strong><em>(Low-power wide-area network) </em>sono state ampliate, in particolare quelle che utilizzano la tecnologia NB-IoT. L'adozione di NB-IoT (finalmente) è decollata, con connessioni in crescita del 61% anno-su-anno, trainate da un'ampia varietà di implementazioni, in particolare nel mercato degli smart meter.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">2. Gli utenti si stanno spostando verso l’adozione dell<strong>'IoT 4G/5G</strong>. Le connessioni IoT 4G sono cresciute del 24% grazie alla maggiore adozione di chipset basati su LTE Cat 1, Cat 4 e Cat 6.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">3. La <strong>carenza di chip</strong> sta rallentando la ripresa del mercato.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">4. Il <strong>COVID-19</strong> continua a incidere sul trasporto di prodotti e sulle catene di approvvigionamento. Nel 2021, le restrizioni (locali) hanno portato a nuovi e gravi problemi lungo la supply chain, come la mancanza di navi, camion e container e la congestione nei porti.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Nel complesso, le aziende continuano a prevedere condizioni favorevoli della domanda che si manterranno per tutta la seconda metà dell’anno. Stiamo assistendo a una ripresa dei mercati chiave dell'IoT, inclusi quelli industriali, aziendali ed energetici.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class=""><strong>Macro indicatori da tenere d’occhio in futuro</strong></h2>
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<p class=""><strong>Inflazione</strong><br>Le previsioni di crescita globale sono in calo con l'intensificarsi dell'inflazione a &gt;5% annuo. nella maggior parte delle principali economie del mondo.</p>
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<!-- wp:paragraph -->
<p class=""><strong>La guerra in corso in Ucraina<br></strong><a href="https://tecno4industry.it/impatto-guerra-elettronica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L'impatto della guerra in Ucraina</a> si aggiunge alle interruzioni dell'approvvigionamento e alle preoccupazioni per l'inflazione. Il conflitto potrebbe avere un impatto particolare sulla fornitura di gas Neon ed esafluorobutadiene, essenziali per la produzione di chip semiconduttori.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class=""><strong>La guerra per il talento digitale<br></strong>Molte aziende stanno affrontando un'enorme sfida per trovare manodopera qualificata per andare avanti a pieno regime con la trasformazione digitale, l'IA, l'IoT e i progetti cloud. Il numero di annunci di lavoro che includevano "IoT" è cresciuto del +32% tra luglio 2021 e aprile 2022. Annunci di lavoro che includevano "AI" (+48%), "Edge Computing" (+53%) e "5G" (+ Il 52%) erano ancora più frequenti.</p>
<!-- /wp:paragraph --><p>The post <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it/iot-mercato/">IoT: cresce la domanda di dispositivi connessi, ma il mercato rallenta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://tecno4industry.it">Tecno4industry</a>.</p>
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		<item>
		<title>Shortage dei chip: tempi difficili fino al 2024</title>
		<link>https://tecno4industry.it/shortage-chip-tempi-difficili-fino-al-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Baronchelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2022 10:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Shortage di chip, crisi energetica, inflazione e situazione trasporti impattano la supply chain rallentando le produzioni e le consegne al mercato finale.<br />Il 2022 è iniziato come un anno difficile per alcune filiere produttive, prima tra tutti quello dell’automotive, e potrebbe proseguire nell’incertezza e nello stress.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Secondo alcuni esperti, tra cui il CEO di <strong>Intel</strong>, lo shortage dei chip proseguirà per tutto l’anno prossimo, fino al 2024. La mancanza di semiconduttori sta creando seri problemi al settore dei Pcb e dei macchinari che producono circuiti integrati. Un dato che aggrava la situazione, in cui risulta difficile far fronte a una domanda sempre più elevata di elettronica.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">Shortage dei chip e tempi di consegna</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Chi oggi acquista una automobile o un elettrodomestico deve aspettare almeno sei-otto mesi per poterla avere. I tempi di consegna sono raddoppiati o triplicati con punte che per alcuni prodotti possono davvero definirsi eccezionali.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Ma non è soltanto una questione di elettronica. Anche sul versante delle <strong>materie prime e dei semi-lavorati</strong> la situazione è molto difficile. Materiali come piombo, rame o alluminio sono introvabili e con prezzi alle stelle. Questo ha determinato, come conseguenza, una sorta di gerarchizzazione delle forniture. Vengono privilegiati i business che portano i volumi (e i fatturati) maggiori o che sono essenziali, a discapito degli altri.<br />Allo stesso tempo, <strong>l’aumento dei costi dell’energia</strong> sta determinando problemi su impianti industriali e imprese energivore che in alcuni casi si sono visti obbligati a ridimensionare le produzioni o le attività.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">E non è tutto. <strong>Logistica e trasporto</strong> stanno attraversando un periodo fatto di blocchi, incertezze, aumenti di costi e mancanza di container con un impatto fortissimo sulla catena di approvvigionamento a livello globale. Quello che succede nei porti di Shangai o nel Far East si ripercuote in tutto il mondo, creando disordine, fermi sulle navi, allungamento dei tempi di trasporto. Senza dimenticare che alla situazione di porti e trasporto navale si è aggiunto il recente caos aereo.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading {"level":3} --></p>
<h3 class="">L’impatto sul settore Automotive</h3>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Il comparto <strong>Automotive </strong>è sicuramente uno dei più colpiti dalla situazione globale innescata dalla carenza dei chip.<br />Pochi giorni fa, <em>Bloomberg</em> segnalava che negli Stati Uniti le vendite di automobili sono previste al ribasso per il secondo trimestre, con un 20% in meno rispetto all’anno scorso. Alcune case automobilistiche, come <strong>General Motors </strong>e <strong>Toyota</strong>, prevedono un calo drastico di vendite e fatturato nel secondo trimestre. E non sono eccezioni i casi di fabbriche che hanno dovuto temporaneamente chiudere.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La situazione non è molto meglio in Europa e in Italia. Gli impianti di <strong>FCA-Stellantis</strong> hanno registrato un calo del&nbsp;13,7%&nbsp;nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Come mai il settore delle auto è così tanto penalizzato?<br />In un recente articolo apparso su <em>Il Sole 24 Ore</em>, si sottolinea come il boom della domanda di chip abbia determinato una gerarchia delle forniture, ponendo al primo posto alcuni mercati, primo tra tutti quello degli smartphone e dei computer che rappresentano l’80% del mercato totale. Stando ai dati forniti da <strong>Tsmc</strong>, azienda taiwanese specializzata nella produzione di microprocessori, il mercato dei chip per gli smartphone vale addirittura undici volte quello dell’automotive.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">La poca capacità contrattuale del settore e la cancellazione di molti ordini nel periodo di pandemia e lockdown ha portato l’Automotive in coda a priorità di ordini e consegne. Ad aggravare questo aspetto, il fatto che le produzioni siano concentrate per lo più in Asia (tra Taiwan e Cina).<br />Oggi, il tempo medio per la consegna di un’auto nuova è di 41 settimane, mentre il prezzo è cresciuto del 12,6% rispetto a un anno fa (dati&nbsp;Cox Automotive/<a href="https://www.moodysanalytics.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moody's Analytics</a>).</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">La risposta: reshoring e flessibilità della supply chain</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Per far fronte alla situazione, l’Europa sta spingendo su incentivi e nuove norme. Il <a href="https://tecno4industry.it/chip-act/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chip Act</a> va infatti in questa direzione promuovendo nuovi investimenti in fabbriche e ampliamento di capacità produttive domestiche. Lo stesso stanno facendo gli Stati Uniti con il <a href="https://www.semiconductors.org/chips/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chips and Fabs Act</a>. Si punta su una produzione locale e su una maggiore capacità di fare innovazione.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Allo stesso tempo, cosa possono fare le imprese?</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">“In uno scenario di scarsità di risorse e di domanda molto elevata, è fondamentale ripensare i rapporti con le terze parti lungo la catena di fornitura per acquisire e consolidare flessibilità e, allo stesso tempo, valutare potenziali opzioni di ampliamento attraverso joint business planning con i fornitori oppure azioni di reshoring e rientro delle attività produttive”, dichiarano gli analisti di EY – Ernst &amp; Young.<br /><strong>Reshoring </strong>e <strong>maggiore flessibilità e resilienza lungo la supply chain</strong> sono infatti le carte vincenti per competere in un mercato sempre più complesso e in continuo mutamento.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024.jpg 1920w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-300x169.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-1024x576.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-768x432.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-60x34.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-1536x864.jpg 1536w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/shortage-chip-situazione-fino-2024-70x39.jpg 70w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class="">Shortage di chip, crisi energetica, inflazione e situazione trasporti impattano la supply chain rallentando le produzioni e le consegne al mercato finale.<br>Il 2022 è iniziato come un anno difficile per alcune filiere produttive, prima tra tutti quello dell’automotive, e potrebbe proseguire nell’incertezza e nello stress.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Secondo alcuni esperti, tra cui il CEO di <strong>Intel</strong>, lo shortage dei chip proseguirà per tutto l’anno prossimo, fino al 2024. La mancanza di semiconduttori sta creando seri problemi al settore dei Pcb e dei macchinari che producono circuiti integrati. Un dato che aggrava la situazione, in cui risulta difficile far fronte a una domanda sempre più elevata di elettronica.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">Shortage dei chip e tempi di consegna</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Chi oggi acquista una automobile o un elettrodomestico deve aspettare almeno sei-otto mesi per poterla avere. I tempi di consegna sono raddoppiati o triplicati con punte che per alcuni prodotti possono davvero definirsi eccezionali.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Ma non è soltanto una questione di elettronica. Anche sul versante delle <strong>materie prime e dei semi-lavorati</strong> la situazione è molto difficile. Materiali come piombo, rame o alluminio sono introvabili e con prezzi alle stelle. Questo ha determinato, come conseguenza, una sorta di gerarchizzazione delle forniture. Vengono privilegiati i business che portano i volumi (e i fatturati) maggiori o che sono essenziali, a discapito degli altri.<br>Allo stesso tempo, <strong>l’aumento dei costi dell’energia</strong> sta determinando problemi su impianti industriali e imprese energivore che in alcuni casi si sono visti obbligati a ridimensionare le produzioni o le attività.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">E non è tutto. <strong>Logistica e trasporto</strong> stanno attraversando un periodo fatto di blocchi, incertezze, aumenti di costi e mancanza di container con un impatto fortissimo sulla catena di approvvigionamento a livello globale. Quello che succede nei porti di Shangai o nel Far East si ripercuote in tutto il mondo, creando disordine, fermi sulle navi, allungamento dei tempi di trasporto. Senza dimenticare che alla situazione di porti e trasporto navale si è aggiunto il recente caos aereo.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class="">L’impatto sul settore Automotive</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Il comparto <strong>Automotive </strong>è sicuramente uno dei più colpiti dalla situazione globale innescata dalla carenza dei chip.<br>Pochi giorni fa, <em>Bloomberg</em> segnalava che negli Stati Uniti le vendite di automobili sono previste al ribasso per il secondo trimestre, con un 20% in meno rispetto all’anno scorso. Alcune case automobilistiche, come <strong>General Motors </strong>e <strong>Toyota</strong>, prevedono un calo drastico di vendite e fatturato nel secondo trimestre. E non sono eccezioni i casi di fabbriche che hanno dovuto temporaneamente chiudere.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">La situazione non è molto meglio in Europa e in Italia. Gli impianti di <strong>FCA-Stellantis</strong> hanno registrato un calo del&nbsp;13,7%&nbsp;nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Come mai il settore delle auto è così tanto penalizzato?<br>In un recente articolo apparso su <em>Il Sole 24 Ore</em>, si sottolinea come il boom della domanda di chip abbia determinato una gerarchia delle forniture, ponendo al primo posto alcuni mercati, primo tra tutti quello degli smartphone e dei computer che rappresentano l’80% del mercato totale. Stando ai dati forniti da <strong>Tsmc</strong>, azienda taiwanese specializzata nella produzione di microprocessori, il mercato dei chip per gli smartphone vale addirittura undici volte quello dell’automotive.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">La poca capacità contrattuale del settore e la cancellazione di molti ordini nel periodo di pandemia e lockdown ha portato l’Automotive in coda a priorità di ordini e consegne. Ad aggravare questo aspetto, il fatto che le produzioni siano concentrate per lo più in Asia (tra Taiwan e Cina).<br>Oggi, il tempo medio per la consegna di un’auto nuova è di 41 settimane, mentre il prezzo è cresciuto del 12,6% rispetto a un anno fa (dati&nbsp;Cox Automotive/<a href="https://www.moodysanalytics.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Moody's Analytics</a>).</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading -->
<h2 class="">La risposta: reshoring e flessibilità della supply chain</h2>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Per far fronte alla situazione, l’Europa sta spingendo su incentivi e nuove norme. Il <a href="https://tecno4industry.it/chip-act/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chip Act</a> va infatti in questa direzione promuovendo nuovi investimenti in fabbriche e ampliamento di capacità produttive domestiche. Lo stesso stanno facendo gli Stati Uniti con il <a href="https://www.semiconductors.org/chips/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chips and Fabs Act</a>. Si punta su una produzione locale e su una maggiore capacità di fare innovazione.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Allo stesso tempo, cosa possono fare le imprese?</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">“In uno scenario di scarsità di risorse e di domanda molto elevata, è fondamentale ripensare i rapporti con le terze parti lungo la catena di fornitura per acquisire e consolidare flessibilità e, allo stesso tempo, valutare potenziali opzioni di ampliamento attraverso joint business planning con i fornitori oppure azioni di reshoring e rientro delle attività produttive”, dichiarano gli analisti di EY – Ernst &amp; Young.<br><strong>Reshoring </strong>e <strong>maggiore flessibilità e resilienza lungo la supply chain</strong> sono infatti le carte vincenti per competere in un mercato sempre più complesso e in continuo mutamento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto della Guerra nel mercato dell&#8217;elettronica</title>
		<link>https://tecno4industry.it/impatto-guerra-elettronica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 10:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra ucraina mercato elettronica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica-.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--300x225.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--768x576.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--60x45.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--70x53.jpg 70w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class=""><em>a cura di Georg Steinberger, Chairman FBDi e guru del mercato dell'elettronica</em></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">A Gennaio 2022, il mercato europeo dei semiconduttori mostrava un trend di crescita importante con previsioni di crescita a doppia cifra. Anche il livello di fiducia delle imprese era molto positivo e le previsioni dell’<a href="https://www.imf.org/en/Home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IMF (International Monetary Fund)</a> a livello finanziario annunciavano un anno di prosperità.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Questo prima che la Guerra tra Russia e Ucraina riportasse qualche nuvola sul panorama internazionale insieme a un senso di profonda incertezza e instabilità politica e sociale.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Ma guardiamo ai dati. Stando alle analisi di mercato riportate da <strong>Georg Steinberger</strong>, guru del mercato della componentistica elettronica e chairman dell’associazione elettronica tedesca <strong><a href="https://www.fbdi.de/fbdi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FBDi</a></strong>, e che fotografano il settore dei componenti elettronici, allo stato attuale si possono fare le seguenti constatazioni:</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">- nel 2021 c’è stata una crescita del 25% in tutti i mercati applicativi a livello Europa.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:image {"align":"center","id":10174,"width":521,"height":379,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none","responsiveBlockControl":{"mobile":true,"tablet":true,"desktop":true,"wide":true}} --></p>
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/domanda-di-semiconduttori-a-livello-mondiale-mckinsey-1024x745.png" alt="" class="wp-image-10174" width="521" height="379"/><figcaption>Richiesta di Semiconduttori per settore applicativo (Fonte: McKinsey)</figcaption></figure>
<p><!-- /wp:image --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">- Oggi, i semiconduttori rappresentano il <strong>nuovo “petrolio”</strong>, dato che sono richiestissimi e necessari in ogni applicazione. Purtroppo, però, scarseggiano e i tempi di consegna <em>(lead time)</em> sono molto lunghi.<br />In ogni caso, il comparto dei chip raddoppierà i suoi valori fino ad arrivare a 1 trilione di dollari entro il 2030. Intanto, lo <strong>shortage dei chip</strong> andrà avanti causando non pochi problemi di approvvigionamenti e aumenti dei prezzi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">- I produttori di semiconduttori hanno già iniziato a investire in <strong>nuove capacità produttive</strong> (si pensi agli ultimi annunci di Intel), anche se non abbastanza in fretta per poter rispondere alle richieste globali in tempi brevi.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:image {"align":"center","id":10173,"width":703,"height":447,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none","responsiveBlockControl":{"mobile":true,"tablet":true,"desktop":true,"wide":true}} --></p>
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/capacita-produttiva-semiconduttori-a-livello-mondiale-mckinsey-1024x651.png" alt="" class="wp-image-10173" width="703" height="447"/><figcaption>Semiconduttori - Capacità produttiva mondiale (Fonte: McKinsey)</figcaption></figure>
<p><!-- /wp:image --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">- In Europa, il <a href="https://tecno4industry.it/chip-act/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chip Act</a> punta a promuovere e supportare a una maggiore capacità produttiva di semiconduttori in Europa per arrivare ad avere una forma di indipendenza da Cina e Taiwan. Purtroppo, si sta spingendo su tipologie di prodotto molto avanzate che non sono così richieste nel mercato domestico europeo. Meglio sarebbe concentrarsi su alcuni prodotti come microprocessori, memorie e moduli SiC. In ogni caso, si tratta di una strategia che punta a riportare una produzione locale o regionale.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:heading --></p>
<h2 class="">L'impatto della Guerra</h2>
<p><!-- /wp:heading --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">A fronte di un trend di crescita, in questo preciso momento ci sono alcuni fattori <em>disruptive</em> che stanno cambiando le carte in tavola: incertezza economica, situazione geopolitica e cambiamenti climatici. A questi si aggiungono altri fattori critici, quali la mancanza di una strategia e di una politica industriale che possa guidare l’Europa nei prossimi anni e la mancanza di forza lavoro in genere e di ingegneri nel particolare.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">Nel frattempo, la guerra sta modificando gli assetti entro cui si muove il mercato della tecnologia.<br />Gli impatti del conflitto non riguardano solo l’incertezza politica e sociale, ma anche avranno come conseguenza anche una forte <strong>inflazione</strong>, la <strong>crescita dei prezzi</strong>, maggiori <strong>speculazioni </strong>e un focus dei Governi nelle <strong>spese legate alla difesa</strong> a discapito di altri settori, come la protezione ambientale e la lotta al cambiamento climatico.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p class="">E chi pagherà i costi della guerra? In parte anche l’Europa. E in ogni caso le previsioni di crescita dovranno essere riviste al ribasso. <br />Alcuni economisti parlano addirittura di recessione guardando al 2023.<br />Eppure lL'associazione di riferimento del mercato dei semiconduttori, WSTS (Worldwide Semiconductor Market Trade Statistics), nel suo <a href="https://www.wsts.org/76/Recent-News-Release" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimo report di Giugno 2022</a> annuncia che il 2022 chiuderà a livello mondiale con una crescita a due cifre, pari al 16,3%. Nel 2023 si vedrà comunque una crescita, più contenuta, del 5,1%. <br />Dopo l'estate si capiranno meglio l'evoluzione delle cose e gli andamenti di prezzi e mercati.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra ucraina mercato elettronica" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica-.jpg 1024w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--300x225.jpg 300w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--768x576.jpg 768w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--60x45.jpg 60w, https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/guerra-ucraina-mercato-elettronica--70x53.jpg 70w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><!-- wp:paragraph -->
<p class=""><em>a cura di Georg Steinberger, Chairman FBDi e guru del mercato dell'elettronica</em></p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">A Gennaio 2022, il mercato europeo dei semiconduttori mostrava un trend di crescita importante con previsioni di crescita a doppia cifra. Anche il livello di fiducia delle imprese era molto positivo e le previsioni dell’<a href="https://www.imf.org/en/Home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IMF (International Monetary Fund)</a> a livello finanziario annunciavano un anno di prosperità.</p>
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<p class="">Questo prima che la Guerra tra Russia e Ucraina riportasse qualche nuvola sul panorama internazionale insieme a un senso di profonda incertezza e instabilità politica e sociale.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p class="">Ma guardiamo ai dati. Stando alle analisi di mercato riportate da <strong>Georg Steinberger</strong>, guru del mercato della componentistica elettronica e chairman dell’associazione elettronica tedesca <strong><a href="https://www.fbdi.de/fbdi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FBDi</a></strong>, e che fotografano il settore dei componenti elettronici, allo stato attuale si possono fare le seguenti constatazioni:</p>
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<p class="">- nel 2021 c’è stata una crescita del 25% in tutti i mercati applicativi a livello Europa.</p>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/domanda-di-semiconduttori-a-livello-mondiale-mckinsey-1024x745.png" alt="" class="wp-image-10174" width="521" height="379"/><figcaption>Richiesta di Semiconduttori per settore applicativo (Fonte: McKinsey)</figcaption></figure>
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<p class="">- Oggi, i semiconduttori rappresentano il <strong>nuovo “petrolio”</strong>, dato che sono richiestissimi e necessari in ogni applicazione. Purtroppo, però, scarseggiano e i tempi di consegna <em>(lead time)</em> sono molto lunghi.<br>In ogni caso, il comparto dei chip raddoppierà i suoi valori fino ad arrivare a 1 trilione di dollari entro il 2030. Intanto, lo <strong>shortage dei chip</strong> andrà avanti causando non pochi problemi di approvvigionamenti e aumenti dei prezzi.</p>
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<p class="">- I produttori di semiconduttori hanno già iniziato a investire in <strong>nuove capacità produttive</strong> (si pensi agli ultimi annunci di Intel), anche se non abbastanza in fretta per poter rispondere alle richieste globali in tempi brevi.</p>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img src="https://tecno4industry.it/app/uploads/2022/07/capacita-produttiva-semiconduttori-a-livello-mondiale-mckinsey-1024x651.png" alt="" class="wp-image-10173" width="703" height="447"/><figcaption>Semiconduttori - Capacità produttiva mondiale (Fonte: McKinsey)</figcaption></figure>
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<p class="">- In Europa, il <a href="https://tecno4industry.it/chip-act/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chip Act</a> punta a promuovere e supportare a una maggiore capacità produttiva di semiconduttori in Europa per arrivare ad avere una forma di indipendenza da Cina e Taiwan. Purtroppo, si sta spingendo su tipologie di prodotto molto avanzate che non sono così richieste nel mercato domestico europeo. Meglio sarebbe concentrarsi su alcuni prodotti come microprocessori, memorie e moduli SiC. In ogni caso, si tratta di una strategia che punta a riportare una produzione locale o regionale.</p>
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<h2 class="">L'impatto della Guerra</h2>
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<p class="">A fronte di un trend di crescita, in questo preciso momento ci sono alcuni fattori <em>disruptive</em> che stanno cambiando le carte in tavola: incertezza economica, situazione geopolitica e cambiamenti climatici. A questi si aggiungono altri fattori critici, quali la mancanza di una strategia e di una politica industriale che possa guidare l’Europa nei prossimi anni e la mancanza di forza lavoro in genere e di ingegneri nel particolare.</p>
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<p class="">Nel frattempo, la guerra sta modificando gli assetti entro cui si muove il mercato della tecnologia.<br>Gli impatti del conflitto non riguardano solo l’incertezza politica e sociale, ma anche avranno come conseguenza anche una forte <strong>inflazione</strong>, la <strong>crescita dei prezzi</strong>, maggiori <strong>speculazioni </strong>e un focus dei Governi nelle <strong>spese legate alla difesa</strong> a discapito di altri settori, come la protezione ambientale e la lotta al cambiamento climatico.</p>
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<p class="">E chi pagherà i costi della guerra? In parte anche l’Europa. E in ogni caso le previsioni di crescita dovranno essere riviste al ribasso. <br>Alcuni economisti parlano addirittura di recessione guardando al 2023.<br>Eppure lL'associazione di riferimento del mercato dei semiconduttori, WSTS (Worldwide Semiconductor Market Trade Statistics), nel suo <a href="https://www.wsts.org/76/Recent-News-Release" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimo report di Giugno 2022</a> annuncia che il 2022 chiuderà a livello mondiale con una crescita a due cifre, pari al 16,3%. Nel 2023 si vedrà comunque una crescita, più contenuta, del 5,1%. <br>Dopo l'estate si capiranno meglio l'evoluzione delle cose e gli andamenti di prezzi e mercati.</p>
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