La Digital Supply Chain rappresenta l’evoluzione della supply chain rispetto alle esigenze di flessibilità e resilienza richieste dal mercato


La Digital Supply Chain rappresenta l’evoluzione tecnologica della catena di fornitura e approvvigionamento rispetto alle nuove esigenze di reattività, flessibilità e resilienza richieste dal mercato. Consente infatti di ottimizzare e facilitare i processi produttivi, aumentando il livello di controllo e offrendo funzionalità nuove ed efficaci.
Alla base di questa trasformazione, vi sono le tecnologie digitali, intelligenza artificiale, IoT, data analytics e blockchain, che consentono di prendere decisioni e rivedere modelli logistici e distributivi partendo dai dati reali.

Vediamo in questo articolo di cosa si tratta e quali prospettive apre per le aziende che decidono di implementarne le dinamiche nel proprio business.

Cos’è la digital supply chain

La digital supply chain è un insieme di processi – abilitati dalle nuove tecnologie – che permettono di implementare la visibilità e il controllo lungo tutta la catena logistica e di coordinarne meglio i vari passaggi. In sostanza, è la digitalizzazione della catena, ossia una trasformazione dei processi che compongono la filiera finalizzata a creare un ecosistema integrato e trasversale.
Ambiti diversi tra loro come vendite, sviluppo del prodotto, marketing e assistenza non si comportano più come settori separati, ma collaborano per il medesimo scopo favorendo una gestione agile basata sulla tracciabilità.

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Ciò è possibile grazie alla forte evoluzione tecnologica a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, che ha rivoluzionato i metodi di comunicazione affermando anche nel mercato i concetti di velocità e disponibilità immediata.
Con la crescita digitale, infatti, il business diventa un sistema reattivo, facile e veloce, pronto a trovare le migliori soluzioni possibili per soddisfare le specifiche esigenze del cliente.
Tutto passa attraverso un’unica piattaforma e ogni attore coinvolto – dai manager ai dipendenti, dai fornitori ai clienti – ha la possibilità di interagire con gli altri e consultare i dati e le informazioni a disposizione.

Questo permette a chi la adotta di prendere decisioni in merito all’approvvigionamento di materie prime e materiali, alla fornitura dei prodotti e ai rapporti con il resto del network sulla base dei dati. Migliora quindi il management aziendale rispetto agli aspetti di logistica e viene facilitato il compito del Supply Chain Manager nell’avere sempre la situazione sotto controllo.

La Digital Supply Chain è inoltre uno dei fattori chiave del fenomeno New Normal, nato dopo la crisi economica del biennio 2007 – 2008 e tornato a far parlare di sé in seguito alla pandemia di Covid-19 e alla trasformazione digitale che ogni azienda ha dovuto attraversare adottando nuove abitudini e implementando nuove tecniche per garantire la Business Continuity.

Differenze tra supply chain digitale e tradizionale

In una supply chain tradizionale, i prodotti (e i processi) seguono un percorso lineare e prevede cinque determinati passaggi, in cui ogni passaggio e dipendente dal precedente:

  1. Approvvigionamento delle materie prime: raccolta delle materie prime necessarie per realizzare il prodotto finale, derivanti da una o più fonti diverse.
  2. Ritiro del materiale dai fornitori: i produttori acquisiscono tutte le materie prime necessarie per produrre il prodotto finito definitivo.
  3. Produzione: il produttore avvia e completa tutti i processi necessari per la produzione del prodotto finito coinvolgendo differenti strumenti e tecnologie.
  4. Distribuzione e Rivendita: il prodotto finito viene distribuito attraverso una serie di canali, tra cui i rivenditori.
  5. Consumo da parte dei clienti finali: il cliente acquista il prodotto finito.

Un eventuale ritardo nella fase di assemblaggio o nella consegna del materiale potrebbe non venire rilevato per giorni o addirittura settimane, con il risultato di perdere scadenze e rendere il cliente insoddisfatto.

Una supply chain digitale, invece, integra i sistemi e i dati interni all’azienda con le informazioni esterne. In questo modo, gli operatori possono raccogliere, monitorare e analizzare i dati attraverso un unico sistema, potendo così anticipare eventuali problemi o ritardi e agendo in modo proattivo verso i fornitori, i partner e i clienti stessi. Intervenendo inoltre con azioni pianificate per tempo e migliorando i risultati.

La Supply Chain tradizionale è quindi un sistema per lo più statico concentrato sulla produzione e la fornitura.
La Digital Supply Chain, come abbiamo visto, è invece un ambiente più dinamico e reattivo, orientato verso una produzione di tipo lean e just-in-time plasmato sulle esigenze dei clienti.
Le aziende che adottano una strategia digitale e stanno compiendo il processo di digital transformation sono in grado di ottimizzare tutti gli asset della catena logistica, tenendo sotto controllo i costi e i tempi di consegna (lead time) e prevedendo eventuali problematiche o inefficienze.

Processi e tecnologie coinvolte nella digital supply chain

I principali processi che la Digital Supply Chain e un Supply Chain Manager devono prendere in considerazione e tenere monitorati riguardano:

  • gli approvvigionamenti, l’inventario e il magazzino
  • la logistica del prodotto e la sua distribuzione
  • l’intera gestione della merce in entrata e in uscita e gli aspetti legati a trasporto e consegne
  • la tracciabilità (ad esempio con tag rfid e sistemi elettronici) e l’automazione delle azioni di pianificazione di tutti i materiali
  • la fase finale di fatturazione elettronica, collegata ai corretti parametri

Una volta che i processi sono implementati con le corrette tecnologie digitali – come AI, IoT, blockchain – è possibile seguire due approcci strategici. Il primo, definito Leanè teso a migliorare e snellire i processi. Il secondo, detto “Agile”, punta alla flessibilità e alla resilienza rispetto alla valutazione e alla gestione del rischio.

A livello di tecnologie, la Digital Supply Chain deve poter contare sui sistemi intelligenti propri di una smart factory e dell’industria 4.0, capaci di effettuare analisi predittive e di definire interventi efficaci.
I sistemi smart devono:

  • essere integrati in modo efficace in modo da monitorare tutti i processi di pianificazione, approvvigionamento, produzione, consegna fino a eventuale logistica di ritorno e gestione dei resi.
  • essere capaci di leggere, prevenire e gestire gli imprevisti per poter garantire al massimo la business continuity dell’azienda ed eventuali sistemi di logistica just in time lungo la filiera.
  • poter raccogliere e analizzare i dati in tempo reale per dare la possibilità di intervenire con tempestività rispetto a partner e terze parti, come spedizionieri, trasportatori, fornitori di materie prime ecc.
  • permettere un supply chain risk management efficace rispetto a possibili fenomeni esterni, come covid ed epidemie, disastri naturali, conflitti che possono influenzare gli aspetti di procurement e di logistica integrata.

Per tutti questi motivi, è fondamentale che le attività siano gestite in cloud e che sistemi di machine learning e data analytics offrano una visibilità completa sui processi.

Le sfide per le aziende della digital supply chain

La digitalizzazione rappresenta una sfida per le imprese in quanto comporta una riorganizzazione aziendale a livello di strutture, processi e persone. Richiede inoltre degli skill dedicati e specifici. Lo stesso concerne la Digital Supply Chain, per la quale sono richieste competenze specializzate.

C’è però da dire che le opportunità e i vantaggi offerti da questo tipo di approccio sono molteplici e hanno ricadute positive sull’immagine e la reputation aziendale, sulla sua competitività e differenziazione sul mercato e sulla sua capacità di accelerare tempi di risposta e time to market dei propri prodotti.

Vediamo in breve quali sono i principali benefici della supply chain digitale:

  • riduzione dei costi legati agli approvvigionamenti e all’immobilizzazione delle scorte a magazzino, grazie a logiche just in time e all’uso dei dati che permettono un maggiore e migliore controllo su ogni aspetto dell’inventario e del magazzino.
  • Maggiore vantaggio competitivo dell’azienda sul mercato che vede negli aspetti legati alla logistica non più soltanto un costo ma un servizio da poter offrire al cliente.
  • Migliore integrazione dei sistemi interni con quelli dei partner, con una conseguente migliore gestione dei flussi documentali e operativi.
  • Maggiore tempestività di azione e di intervento in caso di imprevisti o problemi.
  • Maggiore soddisfazione del cliente grazie ad azioni predittive e proattive.

In sostanza, la grande sfida che le aziende vogliono vincere adottando la Digital Supply Chain è la concreta possibilità di connettere globalmente macchinari, dispositivi e impianti attraverso l’Intelligenza Artificiale e l’Internet of Things (IoT).
Così facendo si possono ottenere netti miglioramenti dell’intero processo produttivo coinvolgendo in maniera organica tutti gli attori che ne fanno parte.
L’obiettivo è però molto ambizioso – si parla infatti di oltre 50 miliardi di macchine – e c’è bisogno di grandi sforzi, importanti investimenti e iniziali cambiamenti graduali.
Con la situazione di emergenza dovuta alla pandemia di Covid-19 molti passi avanti sono già stati fatti e sono numerose le novità digitali che già sono state introdotte in ambito aziendale.
Un esempio su tutti è la fatturazione elettronica, diventata obbligatoria nel 2022 e utile per facilitare e ottimizzare la gestione di dati e pagamenti.