Il controllo di produzione monitora i processi produttivi per garantire efficienza e Business Continuity. Scopri cos’è e cosa prevede.


Il controllo della produzione è uno strumento che consente alle imprese di monitorare costantemente i parametri di funzionamento delle macchine, individuare in anticipo i guasti e reagire agli imprevisti con tempestività senza rallentare o danneggiare i processi produttivi.
Un piano strategico fondamentale che si rivela prezioso per un’azienda che vuole garantire Business Continuity ottimizzando l’intero ecosistema della Supply Chain.

Di cosa si tratta? Quali step prevede per essere programmato ed eseguito nel migliore dei modi?
Vediamo ogni dettaglio in questo articolo.

Cos’è il controllo di produzione

Il controllo della produzione è l’insieme delle attività di monitoraggio e gestione dell’intera catena produttiva.
Nello specifico si occupa di supervisionare i processi che coinvolgono i macchinari, gli operatori, le materie prime e tutte le risorse che hanno un ruolo attivo all’interno della Supply Chain.
Non si limita però a programmare e implementare attività di controllo, ma prevede anche un’ottimizzazione generale dell’ecosistema produttivo grazie a decisioni e azioni che hanno come obiettivi migliorare la gestione e snellire i processi.

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Questo piano strategico, se seguito correttamente, consente inoltre di intervenire tempestivamente in caso di emergenze, incidenti e anomalie che potrebbero minare la Business Continuity aziendale e allontanare il flusso produttivo dagli obiettivi che l’impresa si è posta.
Problemi e interruzioni che sono spesso causati da accumuli di cariche elettrostatiche: un grossa minaccia per la qualità nella lavorazione dei materiali individuabile proprio grazie al controllo di produzione.

I sistemi di controllo di produzione, basati su soluzioni informatiche gestionali specifiche che consentono di eseguire una gestione centralizzata sfruttando dati certi e oggettivi, sono particolarmente adatti alle aziende manifatturiere.
Queste imprese possono infatti trarre grossi benefici tracciando per intero la produzione e i controlli qualità, raccogliendo dati e fornendo informazioni tempestive sugli andamenti e sugli interventi da apportare per ottimizzare i processi risparmiando tempo e denaro.

Gli obiettivi generali rimangono il mantenimento degli standard di sicurezza e il miglioramento continuo di ogni operazione e processo.

La differenza tra controllo di produzione e controllo di qualità

Il controllo di produzione potrebbe essere erroneamente confuso con il controllo di qualità, che è l’insieme delle azioni necessarie a definire e monitorare gli standard qualitativi dei prodotti realizzati.
Per garantire la conformità ai requisiti prefissati, infatti, il reparto tecnico prepostoesegue dei test e delle ispezioni sistematiche sulle materie prime, sui diversi processi produttivi e sui prodotti in uscita, sfruttando specifici strumenti e macchinari.

Il controllo di qualità è un processo che si divide in tre passaggi:

  1. Verifiche finalizzate a individuare prodotti guasti e difettosi impedendone la messa in commercio. In questo modo si tutela il cliente finale dagli effetti del problema.
  2. Analisi eseguite per individuare e segnalare gli errori che rendono un prodotto non idoneo. È quindi la fase di ricerca delle cause del problema.
  3. Strategie e azioni di correzione messe in atto per prevenire che il problema si ripresenti nuovamente. Si giunge così alla risoluzione del problema.

L’insieme di tutte le risorse, le azioni e le attività impiegate per assicurare il raggiungimento degli standard qualitativi prefissati costituisce il Sistema di Gestione della Qualità.
È possibile affidarsi a un Sistema di Gestione della Qualità certificato (chiamato ISO 9000) e sono sempre più numerose le aziende che optano per questa scelta.

L’ISO 9000 può infatti attestare la reale efficienza dei vari processi interni e rappresentare una vera e propria garanzia di soddisfazione per i clienti.
Perché tutto funzioni per il meglio è però fondamentale investire in un confronto costante tra management e produzione che consenta tra i diversi reparti dell’azienda un flusso di informazioni agile e in tempo reale.

Le 4 fasi del controllo di produzione

Il controllo di produzione è un piano strategico estremamente articolato che coinvolge numerosi reparti aziendali, risorse e processi produttivi.
Perché sia completo ed efficiente deve tenere conto di innumerevoli fattori e assicurarsi che venga eseguita tutta una serie di passaggi.

Nello specifico si possono individuare 4 macro aree di competenza che insieme costituisco le fasi del controllo di produzione.
Vediamole nel dettaglio.

Fase 1: ottenere i dati

Per ottenere un miglioramento generale della produzione, è assolutamente necessario disporre di una grossa quantità di dati di valore.
Sono i dati, accessibili e costanti, a rendere infatti possibile le attività di monitoraggio e oggi costituiscono il cuore delle dinamiche dell’Industria 4.0.

Una volta che i dati sono stati raccolti è importante organizzarli e interpretarli, sfruttando tecniche di Intelligenza Artificiale (AI) e strumenti di analisi.
Questi dati possono così fornire informazioni essenziali come gli indici di produttività delle risorse, la resa del processo produttivo, i tempi di produzione, i costi totali rispetto ai materiali usati, i piani di manutenzione, le attrezzature coinvolte e altro ancora.

Maggiori sono i dati a disposizione e migliori saranno il controllo e le performance.

Fase 2: scegliere gli strumenti giusti

Per estrarre il massimo valore dei dati, è fondamentale disporre dei migliori strumenti possibili.
Un ruolo chiave lo ricopre il MES (Manufacturing Execution System), un sistema software informatizzato che gestisce e controlla il processo produttivo di un’azienda.
Per farlo sfrutta le informazioni raccolte in tempo reale grazie a dei collegamenti diretti alle macchine (sistema PLC, che gestisce il ciclo di vita del prodotto, e sistema SCADA, che acquisisce i dati tramite i sensori) o alle dichiarazioni manuali del personale al lavoro.

Il MES contribuisce a ottimizzare la produzione pianificando e monitorando l’avanzamento dei lavori, riducendo i tempi di attrezzaggio, riprogrammando i processi in base alle risorse disponibili e intervenendo su tutti i fattori che influenzano la produzione per massimizzare l’efficienza in funzione degli obiettivi prefissati.

Fase 3: controllo e reportistica

Per meglio valutare e migliorare l’intero ecosistema produttivo, è utile disporre di interfacce e dashboard analitiche che siano chiare e facilmente comprensibili.
Questi strumenti possono infatti fornire con tempestività le informazioni e l’azienda può reagire sulla base dei dati in maniera strategica.

Si ottimizzano le attività di controllo e monitoraggio ed è più semplice svolgere analisi e simulazioni dettagliate che rendano più efficienti le risorse e le tempistiche.

Fase 4: monitorare i costi

Un buon piano di controllo di produzione, infine, tiene sotto controllo i costi, prestando attenzione che tutto rientri nel budget prefissato.
Si devono valutare i costi effettivi di produzione di articoli e lotti e per stilare report accurati sono indispensabili i dati.

È importante tenere conto di quali sono gli scarti, a quanto ammontano i consumi, in che condizioni si trovano le macchine, quali attività di monitoraggio bisogna svolgere e molto altro: tutto va calcolato e monitorato costantemente.
Per farlo si convergono i dati verso un’unica piattaforma informativa in grado di fornire ai responsabili della produzione delle indicazioni sintetiche e intuitive, rendendo possibili gli interventi tempestivi quando necessario.
Molto utile è uno strumento come il Material Requirements Planning (MRP).

Sistemi di automatizzazione per monitorare e pianificare la produzione

Il controllo di produzione si caratterizza per l’altissimo livello di automazione che esiste alla base.
Sarebbe impossibile, infatti, supportare tali quantità di dati e gestire le innumerevoli attività che compongono il ciclo produttivo di un’azienda senza tecnologie innovative e un forte sistema informativo.

Per controllare una struttura così sofisticata e assicurarsi che si inserisca con successo nelle logiche della logistica, è quindi importante scegliere i software corretti che orchestrino al meglio la Supply Chain venendo incontro a ogni specifica esigenza del business.
Un software valido deve:

  1. Quantificare e disporre in ordine di priorità i dati che bisogna gestire.
  2. Conoscere le tempistiche con cui i dati devono vanno registrati, schematizzati e usati.
  3. Gestirne l’aggregazione e la diffusione sia interna che esterna.
  4. Archiviare le informazioni in ordine di importanza e tenendo conto del tempo di giacenza.

Ad aiutare l’automazione generale c’è la costante e progressiva introduzione di tecnologie avanzate che si intrecciano perfettamente con i modelli 4.0 basati sulla sinergia tra macchinari, sensori, dispositivi IoT e piattaforme di analisi.
Le Smart Factory sono infatti intelligenti e interconnesse e per ottenere un buon livello di organizzazione e pianificazione è necessario ricorrere a una piattaforma dedicata: i soli sistemi di business (ERP), presentano una visione limitata delle attività produttive e non ne consentono l’ottimizzazione e l’automazione.

Per assicurare visibilità, tracciabilità, produttività e redditività l’ideale è quindi scegliere un software come il MES, capace di fare davvero la differenza all’interno di un piano di controllo di produzione.

La figura responsabile del controllo di produzione

La figura professionale a capo del controllo di produzione è il responsabile di produzione, incaricato di pianificare, coordinare e dirigere le attività di produzione nelle fabbriche, negli stabilimenti e negli impianti produttivi.

La mansione principale è assicurarsi che la produzione raggiunga la quantità concordata soddisfacendo gli obiettivi prefissati e mantenendo un determinato livello qualitativo.
Deve inoltre gestire il budget e stilare una stima dei costi relativi alle risorse, ai processi e agli investimenti.
Il responsabile di produzione individua poi i KPI, ossia gli indicatori e i parametri di valutazione necessari per monitorare i flussi produttivi, e definisce gli interventi utili per migliorare la Supply Chain e ottimizzare le operazioni.

È in costante contatto con i dirigenti aziendali e comunica tempestivamente aggiornamenti e urgenze.
Gestisce il team tecnico e supervisiona tutti gli aspetti legati alla sicurezza.